Cesena, assistenza ai poveri della Caritas: il Comune ci mette 60mila euro

Cesena, assistenza ai poveri della Caritas: il Comune ci mette 60mila euro

Cesena, assistenza ai poveri della Caritas: il Comune ci mette 60mila euro

CESENA - Comune di Cesena e Mater Caritatis (Caritas) serrano le fila per arginare i problemi di «emarginazione, degrado e abbandono» in città. L'associazione disporrà di 60 mila euro all'anno per tre anni per potenziare i propri interventi sul territorio cesenate. Al momento le strutture con i posti letto sono «quasi sature» e ci sono «ristrette» capacità di ospitalità per i profughi di Lampedusa. La crisi economica è la causa dei mali, i primi sono disoccupazione e mancanza di alloggi.

 

Il caso emblematico è legato alla disponibilità di posti letto della Caritas che, a detta del vice direttore, Gino Della Vittoria «sono quasi saturi». Il numero di servizi offerti risponde alle maggiori richieste; rispetto al 2009 sono aumentati gli utenti del Centro di Ascolto, la fornitura di pasti alle mense per indigenti e le attività di servizio dispensa.

 

Attualmente non sono ancora disponibili i dati del 2010 ma il presidente di Mater Caritatis, Gino Della Vittoria conferma un «trend di interventi in salita». Valuta «ristrette» le capacità di accoglienza nel caso di una chiamata in soccorso di immigrati attualmente a Lampedusa. Ora per far fronte alla situazione scende in campo anche il Comune che rafforza il legame con Mater Caritatis (associazione della Caritas) garantendogli 60 mila euro all'anno per tre anni. A questi si affiancano 200 mila euro che derivano dall'attività annuale di raccolta fondi della diocesi.

 

Questi finanziamenti saranno usati per potenziare il Centro di Prima Accoglienza e Ascolto ed espandere la fornitura di pasti giornalieri per indigenti. Inoltre si rafforzano le attività di servizio dispensa e fondi fiducia con una ricaduta anche sul servizio di ospitalità. I casi più frequenti di chi si rivolge alla Caritas o ai servizi sociali riguardano la dipendenza dal gioco o dalle droghe. Queste situazioni portano con sé un deterioramento non solo delle condizioni economiche ma anche dei legami familiari.

 

«Le cause principali dei disagi - spiega l'assessore al Welfare Simona Benedetti - vanno ricercate in primis nella disoccupazione che porta gradualmente a non poter pagare le bollette e a perdere la propria abitazione. La situazione è una diretta conseguenza della crisi economica».

 

Tra i servizi offerti ci sono anche un numero limitato di posti letto - solo 6 quelli con servizio di ospitalità notturna (per uomini), 15 alla asa Emmanuel (per donne) e 10 (per chi ha un lavoro ma non un'abitazione) nella casa S. Giuseppe a Martorano - e poi  fondi fiduciari, distribuzione di indumenti una volta alla settimana e servizio docce. "Non si tratta di puro assistenzialismo", assicura il presidente della Mater Caritatis e vicepresidente della Caritas, Gino Della Vittoria - ma di un'attività di accompagnamento per guidare le famiglie verso la risoluzione dei problemi e il recupero della propria autonomia". Della Vittoria infine rivolge un ultimo appello a chi ha appartamenti da affittare chiedendo la disponibilità ad offrirli a prezzi più modici aiutando così chi si trova in difficoltà.


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Alessandro Mazza

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