Cesena: autorizzazioni temporanei, il sindaco traccia la linea dei possibili interventi

Cesena: autorizzazioni temporanei, il sindaco traccia la linea dei possibili interventi

Cesena: autorizzazioni temporanei, il sindaco traccia la linea dei possibili interventi

CESENA - Il sindaco Paolo Lucchi e l'assessore Orazio Moretti esprimono "piena soddisfazione" per l'esito della discussione che si è sviluppata in Consiglio comunale a proposito dell'installazione di manufatti temporanei di bar e ristoranti, convinti che la strada intrapresa possa condurre a formulare soluzioni risolutive per il futuro, dando risposte agli esercizi pubblici interessati - per la cui sorte l'Amministrazione ribadisce la propria preoccupazione - fermo restando l'impossibilità, alla luce della normativa vigente, di prevedere una sanatoria della situazione pregressa.  

 

 "L'ordine del giorno proposto dalla maggioranza insieme al Pri (tramite i rispettivi capigruppo Fabrizio Landi e Luigi di Placido, che ringraziamo per il loro impegno) e approvato all'unanimità in Consiglio Comunale riconosce ai nuovi amministratori di avere prontamente avviato una verifica per risolvere la grave situazione determinatasi nell'aprile scorso. Nell'ordine del giorno si dà, altresì, atto che le attuali norme del Regolamento Edilizio e del Prg non consentono di legittimare la generalità dei casi e che, per tanto, non si può rinviare l'avvio dei procedimenti relativi alle autorizzazioni scadute".

 

"Ma, soprattutto, pur nella consapevolezza che ogni soluzione possibile non potrà avere effetti retroattivi, il nuovo Consiglio Comunale impegna il nuovo Sindaco ad adottare nuovi strumenti edilizi e urbanistici utili e legittimi per dare una risposta efficace alla grave situazione. Già da oggi - a dimostrazione che non siamo rimasti con le mani in mano - siamo al lavoro per delineare le prime indicazioni sulle modalità e la tempistica necessarie ad affrontare il delicato problema. In sostanza si tratta di rendere ‘regolarmente possibile' ciò che con la decisione assunta nell'aprile scorso non è più legittimo, stante che all'epoca non furono fornite regole alternative a quelle eliminate: i tempi tecnici, infatti, hanno impedito di offrire le soluzioni sostitutive, che pure furono preannunciate in quell'occasione" sostengono il primo cittadino e l'assessore Moretti.

 

"A questo punto - dicono Lucchi e Moretti - sarà necessario rivedere il Regolamento Edilizio, prevedendo un nuovo articolato ispirato alle modalità di occupazione del suolo pubblico. In questi casi dovrà essere dedicata una particolare attenzione alle dimensioni e alle caratteristiche strutturali che, presumibilmente attraverso una Dia, consentano di ampliare le attività dei pubblici esercizi. Diverso e più complicato, ma comunque possibile, è ottenere un simile risultato per le attività collocate in aree private. Infatti, in questi casi è necessaria una variante al Prg, allo scopo di prevedere un aumento dell'indice - e quindi della superficie - dedicata ai pubblici esercizi".

 

"Lo strumento potrebbe essere un Permesso di costruire ‘convezionato' che preveda un progetto di riqualificazione  con ampliamento strettamente dedicato e connesso alle attività di pubblico esercizio. Tali nuovi provvedimenti edilizi possono essere collocati nella Variante al Produttivo, per altro già annunciata il 27 ottobre scorso durante la presentazione del Piano di Mandato svoltasi al Teatro Verdi. E' bene specificare, però, che tale Variante non potrà, comunque, essere avviata prima della prossima primavera, per arrivare al termine non prima di 18 mesi, salvo un particolare impegno del Consiglio Comunale a ridurre i tempi, anche a soli 12 mesi, per il quale dichiariamo fin da ora la nostra disponibilità".

 

"In ultimo - concludono - nel confronto con le associazioni di categoria, già convocate per martedì 1 dicembre, oltre a queste proposte saranno avanzate alcune altre modalità per la gestione della fase  transitoria. Auspichiamo che anche questo confronto si traduca nella stessa unità di intenti dimostrata dal Consiglio Comunale., poiché la condivisione permetterebbe di assumere con maggiore velocità tutte le decisioni necessarie per risolvere un problema preoccupante, che coinvolge un grande numero di imprese del territorio e i tanti lavoratori che vi operano".

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    Un pasticcio davvero brutto e di difficile soluzione, ma di far pagare i responsabili non se ne parla, vero sindaco? Il voto dell'opposizione poi viene in soccorso dell'amministrazione sollevandola in parte da responsabilità che invece le competerebbero per intero.

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