Cesena, bilancio Ausl. Angeli (Pli) e la "politica dello struzzo"

Cesena, bilancio Ausl. Angeli (Pli) e la "politica dello struzzo"

CESENA - "Quello emesso dalla Conferenza territoriale dei servizi lo si potrebbe chiamare il comunicato dello struzzo, infatti pare che i sindaci vogliano continuare a mettere la testa sotto la sabbia anziché affrontare consapevolmente il problema dei deficit della nostra sanità locale. Di comunicati auto assolutori ne abbiamo visti molti in questi anni, ma quello letto oggi sui giornali e sottoscritto dai sindaci che hanno partecipato alla conferenza territoriale, circa la metà degli aventi diritto e tutti del PD, sembra davvero più una velina di partito che un documento ponderato di pubblici amministratori responsabili".  


Sul bilancio Ausl cesenate è nuovamente intervenuto Stefano Angeli, segretario comunale del Partito Liberale Italiano - Cesena.

 

"Dichiarare - dice Angeli - che i deficit nella nostra sanità non esistano, o che siano solo ed esclusivamente responsabilità del governo, è palesemente qualcosa che non corrisponde alla realtà e che tende solo a confondere il cittadino su un aspetto grave della finanza pubblica locale che dovrebbe invece preoccupare molto proprio i sindaci, garanti della salute pubblica e dei servizi ai cittadini. Sappiamo tutti, e lo sanno anche i sindaci, che gli ammortamenti vengono distribuiti nei bilanci annuali in modo arbitrario e spesso utile a far chiudere i bilanci, una pratica legittima, ma che consente margini di manovra ampi agli amministratori pubblici nel far tornare i conti".

 

"Inoltre ai sindaci che affermano che il deficit di 8 milioni del 2009, registrato nel rendiconto, in realtà non esiste chiederei se per caso non esistono anche gli altri 86 milioni di Euro di deficit accumulati dal 2003 ad oggi dall'Ausl di Cesena o se per caso sanno dire con quali fondi siano stati coperti. Certo i revisori dei conti hanno certificato che i bilanci sono regolari, ovvero che non ci sono debiti fuori bilancio, ma questo nessuno l'ha mai sostenuto dato che ci basiamo tutti sui documenti ufficiali prodotti dall'azienda, ma i revisori non hanno certo certificato che non esiste il deficit, anzi negli anni hanno più volte espresso nelle loro relazioni preoccupazione per gli sbilanci e per l'assenza di adeguati piani di rientro".

 

"Chiederei poi ai sindaci - conclude l'esponente liberale -  se per caso non risulti loro anche che il conto capitale dell'azienda sia drasticamente calato negli ultimi anni, come anche la liquidità, o che si siano dilatati i tempi di pagamento ai fornitori, o anche queste sono cose che a loro avviso non esistono? La manovra finanziaria non soddisfa pienamente nemmeno noi liberali, ma osserviamo come i deficit l'azienda cesenate li abbia accumulati negli anni sia con i governi di centrodestra che con quelli di centrosinistra, e di certo non si può imputare all'attuale governo il deficit di 10 milioni e rotti del 2003 o quello di 26 milioni e rotti del 2004 o quello do 24 milioni del 2006".

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