Cesena, Bufalini e Irst a braccetto nella lotta contro i tumori

Cesena, Bufalini e Irst a braccetto nella lotta contro i tumori

Cesena, Bufalini e Irst a braccetto nella lotta contro i tumori

CESENA Il reparto di Oncoematologia del Bufalini fa un enorme passo in avanti nell'assistenza ai pazienti. L'integrazione con l'Irst di Meldola e la condivisione di esperienze, protocolli e il linguaggio informatico che l'istituto di Meldola ha messo a disposizione sono gli elementi della "nuova frontiera dell'oncologia a Cesena". La novità sta nel poter contare sul valore aggiunto dell'Irst, un istituto primo in Italia e in Europa per la cura ai tumori.

Le competenze e i frutti della ricerca non restano più circoscritti nel perimetro dell'istituto e ai propri pazienti ma sono integrati con le Ausl dell'Area Vasta. Da gennaio possono così contare su un alleato d'eccellenza nella lotta a queste forme di patologie che, purtroppo, sono in crescita costante.


Il direttore Generale dell'Ausl spiega bene il concetto di questa integrazione quando dichiara: "nella rete romagnola si deve collaborare e non competere. Affidiamo all'Irst il reparto di Oncoematologia pensando agli utenti. A loro sarà data la stessa qualità di cure che ricevono a Meldola".

Un principio cardine dell'integrazione è quello della prossimità. Infatti chi si trova più vicino al Bufalini non ha bisogno di spostarsi a Meldola per i day hospital che costituiscono il 70-80% dei casi. Per il ricovero, invece, la scelta è del paziente che può rivolgersi all'Irst o l'Ospedale di Forlì ad esempio.


Dino Amadori, direttore scientifico dell'Irst fa un esempio dei vantaggi.
"Le case farmaceutiche ci riconoscono la possibilità di avere dei farmaci da testare. E' un privilegio circoscritto a pochi istituti. Noi oggi lo estendiamo a tutta l'area vasta, quindi più pazienti potranno beneficiare delle cure".

Quello che si viene a configurare è un distaccamento dell'Irst a Cesena visto che il personale del reparto, circa 22 unità tra infermieri, medici e dirigenti, sarà stipendiato direttamente dall'Istituto di Meldola. Intanto all'Irst attendono il ministro della Salute Fazio che sancirà il futuro a 5 lettere del centro. Infatti diventerà il nono Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (Irccs).

In poche parole la novità sta nel poter avere più qualità nel servizio potendo contare sulle grandi qualità dell'Irst restando nella propria città e senza costi aggiunti per l'utente. Un processo che sembra dimostrare che quando i cervelli non fuggono portano un indubbio riscontro positivo sul territorio.

Alessandro Mazza

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di AD
    AD

    sono anche a braccetto nella lotta contro il deficit di 50 milioni di euro? Sembra infatti che il maggiore responsabile del buco in bilancio sia proprio l'IRST di Meldola.

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