CESENA - Calcio violento, il Csi si ferma per una settimana

CESENA - Calcio violento, il Csi si ferma per una settimana

CESENA – La violenza nel mondo del calcio non un fenomeno solo da serie A, ma anche qualcosa che ogni settimana si verifica nei campionati amatoriali. Come in quello del Csi di Cesena, che resterà fermo per una settimana a seguito dello ‘sciopero’ indetto dagli arbitri della categoria. Tutto nasce dall’aggressione subita da un direttore di gara la scorsa settimana da parte di un giocatore che aveva appena espulso. Week-end di riflessione per 2.400 tra giocatori e dirigenti.


Il Csi, organizzazione sportiva amatoriale che si ispira ai valori cattolici, era stato l’unico a non fermarsi quando tutto il mondo del pallone si prese una pausa dopo la morte di Ermanno Licursi (dirigente di una squadra di Terza categoria del Cosentino) e successivamente del poliziotto Filippo Raciti negli scontri successivi al derby Catania-Palermo.

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In quell’occasione i dirigenti del Csi scelsero di giocare ugualmente per prendere le distanze da un mondo del calcio dal quale evidentemente si sentivano lontani: aderire a quello sciopero avrebbe significato fare parte di quel mondo. Il gravissimo episodio di violenza della scorsa settimana rivela che anche tra gli amatori l’esasperazione ha raggiunto livelli insostenibili.

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