Cesena, Campedelli: "Mi riposerò quando saremo salvi". Amarezza per Rozenhal

Cesena, Campedelli: "Mi riposerò quando saremo salvi". Amarezza per Rozenhal

Cesena, Campedelli: "Mi riposerò quando saremo salvi". Amarezza per Rozenhal

I colpi di mercato all'ultimo minuto sono arrivati per il Cavalluccio. Benalouane, Budan, Fatic e Jimenez. "Abbiamo centrato tutti gli obiettivi - esordisce un soddisfatto Igor Campedelli - ma mi riposerò quando ci saremo salvati". L'unica amarezza per il presidente resta Rozenhal, che la dirigenza non è riuscita a portare in bianconero. Altro successo tenere ben stretto Giaccherini, corteggiatissimo dall'Atalanta. Certo il pareggio con la Roma, rovesciando i pronostici, ha dato una marcia in più.

 

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Cosa significa avere fatto un buon mercato?

Nella stesura della squadra cerchiamo di avere tutti i ruoli doppi. Manca un difensore centrale perché probabilmente sul mercato manca la materia prima. In questo settore non ci sono stati praticamente movimenti e noi siamo riusciti a prendere Benalouane. Abbiamo centrato gli obiettivi.

 

Cos'è successo nella trattativa con Rozenhal?

La trattativa con Amburgo era praticamente chiusa. La sera prima abbiamo inviato tutti i documenti ed i contratti firmati. Il giocatore ci ha tenuto in stand by, sospettavamo ci fosse qualcos'altro sul tavolo. Infatti è andato al Lille.

 

C'è amarezza anche verso il Catania per il mancato accordo su Antenucci?

No, Pietro (Lo Monaco, ad del Catania ndr) era stato chiaro: "Se non riesco  a fare una punta in entrata non posso muovere questo giocatore". Infatti Antenucci non è andato da nessun'altra parte.

 

Ha ricevuto complimenti da ogni parte per avere ‘messo il cuore' in questo mercato, ha cambiato sistema?

No, il principio è sempre lo stesso, io vado, solo più lontano. Ci sono sempre io dietro ogni trattativa, voglio vivere questi rapporti. Tutto il sistema sta andando verso una versione più partecipativa. Non mi piace stare indietro, ma sempre nell'ambito della correttezza.

 

E' stato più difficile prendere Jimenez o tenere Giaccherini?

Prendere Jimenez. Per Giaccherini la scelta spettava a me e sapevo che sarebbe finita così, nonostante il suo valore fosse lievitato fino a 4 milioni di euro. C'era la voglia di vederlo all'opera con questo nuovo gruppo, dopo i primi giorni di ritiro era difficile immaginarlo fuori dal Cesena.

 

E' rimasto stupito per la ‘fumata bianca' su Jimenez?

Ci speravo, ma c'erano due posizioni molto rigide. Abbiamo fatto un investimento, avevamo bisogno di qualità. Inoltre la sua voglia di fare è tantissima.

 

De Feudis  ha firmato con il Torino ma si è detto deluso dal comportamento del Cesena, come replica?

Gli era stato rinnovato il contratto. Non è certo una questione personale, durante il percorso sono state fatte scelte tecniche, ma la correttezza è stata alla base di tutta la questione. Chi fa questo mestiere deve accettare certe scelte, se no deve cambiare mestiere. Ognuno si faccia il suo esame di coscienza, perché nessuno lo avrebbe cacciato, poteva rimanere.

 

Come sta Budan?

Dovrebbe integrarsi alla squadra ai primi di ottobre. Adesso sta facendo riabilitazione in Croazia. E' un giocatore importante una volta recuperato.

 

C'è stato un cambiamento di atteggiamento dei giocatori che volevate al Cesena dopo il risultato di Roma?

Sì, c'è stato. La Roma si è trovata di fronte un Cesena che ha dimostrato il suo spirito ed il suo coraggio anche all'Olimpico. La differenza tecnica è tanta, ma la storia ci insegna che si può colmare lottando a denti stretti, con un gruppo unito e la Roma ad un certo punto ha avuto paura. Chi aveva preparato i manifesti ‘da morto' li ha arrotolati e messi via in questa occasione.

 

Chiara Fabbri


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