Cesena, campi rom. Angeli (Pli): "Un problema che non si risolve ignorandolo"

Cesena, campi rom. Angeli (Pli): "Un problema che non si risolve ignorandolo"

Cesena, campi rom. Angeli (Pli): "Un problema che non si risolve ignorandolo"

CESENA - Il clamore dello scontro a Bruxelles sulle espulsioni dei Rom dalla Francia risolleva il problema anche a Cesena. "Anche nella nostra città - sostiene Stefano Angeli, esponente del Partito Liberale a Cesena - esistono infatti situazioni di degrado per campi abusivi di nomadi di nazionalità romena che vivono ai margini della società in condizioni fatiscenti. Un esempio noto è l'accampamento di un gruppo di persone di questa nazionalità sotto il Ponte Europa Unita, una situazione da me personalmente più volte denunciata"

 

"Questo accampamento abusivo - prosegue il segretario comunale del Pli - nonostante i ripetuti sgomberi, è tutt'ora abitato ed in uso. Sotto il ponte un gruppo di persone, composto anche da giovani e da donne, vive da diversi anni in condizioni igenico-sanitarie inaccettabili per una città che si dice civile. Queste persone, nonostante siano senza mezzi apparenti di sostentamento e senza fissa dimora si trovano a Cesena da almeno 5 o 6 anni e ritornano alle loro abitudini, pochi giorni dopo ogni sgombero, poiché non vengono rimpatriati essendo comunitari".

 

"La comunità stanziale a Cesena - prosegue Anegli - è ancora piccola, e benché viva evidentemente d'espedienti e probabilmente di furti, non crea ancora un allarme sociale molto elevato, ma costituisce comunque un problema sociale, di ordine pubblico e di igiene pubblica che non può essere semplicemente ignorato dalle autorità. Non basta che se ne stiano nascosti, sotto al ponte, invisibili all'occhio, perché non ci si preoccupi di loro. Riteniamo che, come avviene in Francia, vi siano già oggi leggi che consentano il rimpatrio di queste persone, ma chi sostiene invece che non debbano essere espulse deve allora farsi carico di dare una risposta alternativa al problema che non sia semplicemente ignorarlo. Facciamo osservare che oltre al problema dei furti e dell'accattonaggio c'è anche un potenziale problema sanitario dovuto alla crescita in Italia di malattie, come la tubercolosi, che sembravano debellate e che sono spesso collegate a condizioni di vita precarie dal punto di vita igenico-sanitario".

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