Cesena, caso Golinucci. Partite le ricerche con il georadar

Cesena, caso Golinucci. Partite le ricerche con il georadar

Cesena, caso Golinucci. Partite le ricerche con il georadar

CESENA - Sono iniziate venerdì mattina le ricerche con l'ausilio del georadar di Cristina Golinucci, la giovane cesenate scomparsa il primo settembre del 1992. La Polizia ha sondato con il dispositivo in grado di scandagliare il sottosuolo nell'area del convento dei frati cappuccini di via Garampa, dove ci furono le ultime tracce della ragazza. Sul posto c'è stata una squadra composta da quattro tecnici di polizia giunti da Roma, tre da Bologna e due della Scientifica di Cesena.

 

Qualora venissero trovate tracce da poter ipotizzare la presenza dei resti della Golinucci, si procederà agli scavi. Il convento venne già perlustrato nel 1997, ma gli inquirenti non trovarono elementi utili alle indagini. Il 12 maggio scorso la Polizia aveva effettuato un sopralluogo nel convento con il solo utilizzo telecamere, filmando le aree perimetrali del convento per una mappatura dell'area.

 

Alle operazioni avevano assistito il pm Alessandro Mancini, che coordina le indagini, ed il vice questore aggiunto, Silvia Gentilini. Il caso Golinucci inizialmente venne seguito dai carabinieri, quindi passò nelle mani della squadra mobile di Forlì. Nel mirino degli inquirenti finì l'extracomunitario Emanuel Boke, arrivato in Italia nel febbraio '92 come perseguitato politico, ed ospite del convento anche quando scomparve la ragazza. L'uomo venne arrestato per aver stuprato una ragazza, tentandone un altro sempre a Cesena. Venne condannato a sette anni di reclusione, ma venne scarcerato dopo averne scontati quattro per buona condotta. Da allora si persero le sue tracce.

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