Cesena, Celletti (Lega): "No allo smantellamento dei gioielli della cultura locale"

Cesena, Celletti (Lega): "No allo smantellamento dei gioielli della cultura locale"

CESENA - Ma "che c'azzecca" la Techne (ente di formazione di via Savolini) con il Corelli, celebre e storico istituto musicale di Cesena, oggi ubicato al San Biagio? Per noi nulla, ma per la Giunta Lucchi moltissimo, se è vera la notizia (non smentita) che l'Amministrazione comunale vuole affidare all'esterno la gestione dei gioielli della nostra cultura locale, svendendo di fatto, come nel caso del Corelli, una tradizione centenaria.

 

Il Comune, insomma, sembra aver deciso unilateralmente, senza il coinvolgimento dell'intera città e dei diretti interessati (utenti, famiglie e docenti), il trasferimento del Corelli dalla sede prestigiosa di oggi ad una molto meno adeguata, in periferia, dove si trova questa cooperativa di attività formative più rivolte al fare, che non alla cultura artistica e musicale. La Giunta Lucchi sta decretando la lenta, ma progressiva morte di un Istituto che ha dispensato per duecento anni la cultura musicale in città e che negli ultimi anni ha avuto un boom di iscritti, anche grazie alla sua collocazione così centrale. "Quod non fecerunt barbari, fecerunt Barberini", si diceva a Roma per gli scempi edilizi ad opera della famiglia Barberini.

 

Forse anche la Giunta Lucchi riuscirà a passare alla storia cittadina come quella che ha dato avvio allo smantellamento della nostra cultura ed al sacco della città. Il sindaco, in una dichiarazione alla stampa, ha già scaricato sulle precedenti Amministrazioni la responsabilità dei vari scempi urbanistici che si stanno perpetrando a Cesena. In realtà non può lavarsene le mani perché lui stesso rappresenta il continuismo con il passato. Di certo, tuttavia, ricadrà sulle sue spalle la totale responsabilità della scelta aprioristica delle esternalizzazioni in materia culturale (ma non solo), senza confronto, senza condivisione e soprattutto senza trasparenza. Il tentativo di estromettere il Corelli dal San Biagio e di farlo morire per eutanasia non è nuovo.

 

Già nella scorsa legislatura ci si era dati da fare in questo senso, senza però riuscire nell'intento. Noi crediamo, al contrario, che il Corelli non solo debba vivere, ma debba addirittura essere potenziato (non certo affidandone la gestione ad una cooperativa di formazione al lavoro) e che la sua sede debba rimanere al San Biagio. Riteniamo, infine, che un assessore alla cultura che propugni soluzioni avverse a questi obiettivi delegittimi di fatto il ruolo a cui è stato chiamato.

 

Antonella Celletti, capogruppo in Consiglio comunale della Lega Nord a Cesena

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -