Cesena, Celletti (Ln): "Un centro commerciale a ridosso del convento"

Cesena, Celletti (Ln): "Un centro commerciale a ridosso del convento"

CESENA - "Servirebbe una rivolta dei cesenati. Una rivolta pacifica contro la scelta della sinistra al potere di cementificare il nostro territorio fino all'ultimo centimetro di verde. Una rivolta contro il super centrocommerciale Conad che sorgerà a ridosso del Cimitero monumentale e del Convento di clausura delle suore cappuccine. L'ennesima gravissima ferita alla città, che racconta di Amministrazioni comunali e di progetti urbanistici che non guardano in faccia a niente ed a nessuno.

 

A nulla, infatti, sono valse le proteste delle suore, a nulla sono serviti i dubbi di tante persone sulla sconveniente vicinanza tra l'area cimiteriale ed un supermercato. Ha ragione chi ha detto che la variante generale del PRG di Cesena è stata approvata nel 2002 e che fin da allora si sarebbe potuto protestare contro queste scellerate scelte urbanistiche. Perché, chi poteva, non l'ha fatto? Perché tanta disattenzione anche da parte di chi oggi dichiara la propria ragionata contrarietà?

 

A parte alcuni esponenti dell'opposizione di allora, nessuno ha osato mettersi di traverso. Ed in questo senso interpretiamo le risibili dichiarazioni degli ex presidenti del Quartiere Cesuola, chiamati a rapporto dall'establishment di sinistra per difendere questa scelta indifendibile. Ma c'è un'ulteriore riflessione da fare. Basterebbe infatti l'ipocrita conformismo dei vertici del Quartiere nel fungere da cassa di risonanza per scelte calate dall'alto, affatto condivise dalla gente, per giustificare la cancellazione di questi organismi, assolutamente estranei al concetto di partecipazione popolare.

 

La Lega Nord è totalmente contraria alla costruzione di un nuovo supermercato in quella sede, che viene spacciato per un servizio alla collettività, senza esserlo. E' ancora possibile un ripensamento, seppure tardivo? Lo speriamo e per questo auspichiamo che si alzi una seria e pubblica protesta anche dalle fila della maggioranza, da quegli ambienti che, pur contigui ad essa culturalmente e politicamente, mantengono ancora un'area di autonomia di pensiero e di critica".

 

Antonella Celletti e Diego Franchini (Lega Nord)


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