Cesena, centri diurni. Celletti (Lega) dice stop alla loro chiusura

Cesena, centri diurni. Celletti (Lega) dice stop alla loro chiusura

CESENA - "Il progetto di riorganizzazione del segmento residenziale e semi residenziale dell'area salute mentale, propugnato con protervia dall'Ausl cesenate, non ci convince affatto. E non solo per la previsione scellerata di smantellamento del Centro diurno Don Minzoni e di chiusura del Centro Branchise di Gambettola, che preoccupa le famiglie e gli utenti e che lascerà a piedi decine di valenti operatori. Non ci convince perché non vediamo dietro questo progetto l'obiettivo del benessere dei pazienti, intesi come persone e non come numeri per analisi statistiche".

 

Lo ha dichiarato Antonella Celletti, capogruppo in consiglio comunale della Lega Nord, che si è detta quindi contraria alla chiusura dei centri diurni.

 

Celletti, che ha sottolineato come "la sanità della sinistra non mette la persona al centro", ha proseguito: "Le ragioni di questa iniziativa, che prevede la nascita di un Centro di salute mentale 24 ore collocato alle ‘Palazzine', non sono così chiare come i dirigenti dell'Ausl si sperticano a sostenere. C'è il sospetto che l'unico fine sia quello di tagliare servizi, senza discrimine, mascherando tutta l'operazione con ragioni discutibili di potenziamento dell'offerta. Di fatto, i pazienti e le famiglie saranno nuovamente abbandonati al loro destino. Ma se è comprensibile e giusto parlare di tagli e risparmi dove fino ad oggi ci sono stati sprechi e spese allegre, non si capiscono i motivi per cui la sanità regionale non lo faccia partendo dai centri di spesa non indispensabili, come gli apparati amministrativi elefantiaci e le consulenze".

 

"E non si comprende - continua l'esponente del Carroccio - perché si continui a perseguire un progetto come Area vasta Romagna, dove si stanno buttando valanghe di risorse, pur non vedendo all'orizzonte alcuna ricaduta positiva, né di risparmio, né di qualità delle prestazioni. Alla politica ed alle istituzioni più sensibili, ai Sindaci, anche a quelli che se ne lavano le mani come il sindaco di Gambettola, chiediamo di far fronte comune per contrastare lo scempio di un servizio considerato fino ad oggi eccellente. Si possono trovare soluzioni alternative che accontentino famiglie ed operatori".

 

"E si può anche protestare con forza contro i diktat di una Regione - conclude Celletti - che sta disumanizzando la sanità, allontanandosi sempre più dai bisogni della persona, per dare sfogo ad un'enfasi progettuale autoreferenziale, tanto asettica, quanto spesso inutile ed inefficace. L'auspicio è che la gente incominci a riflettere, valutando, senza il paraocchi dell'ideologia, le tante ombre che stanno oscurando l'attività della sinistra al potere ininterrotto da 40 anni in Regione. La Lega Nord si batterà in ogni sede per rassicurare le famiglie ed i pazienti e per difendere la dignità professionale degli educatori di questi Centri".

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