Cesena, Conad di Ponte Abbadesse. Procedure corrette, i lavori proseguono

Cesena, Conad di Ponte Abbadesse. Procedure corrette, i lavori proseguono

Il sindaco di Cesena

CESENA - Le procedure seguite per concedere il permesso di costruire relativo alle opere di  urbanizzazione del nuovo centro commerciale di via del Torrente, a Ponte Abbadesse, sono risultate pienamente corrette e rispondenti alle normative vigenti. E' quanto emerso dal procedimento di riesame avviato nel marzo scorso dalla dirigente del Settore Sviluppo Produttivo e Residenziale su richiesta del Sindaco di Cesena Paolo Lucchi.  I lavori possono quindi proseguire.

 

Alla luce  di questo risultato il Sindaco ha firmato un decreto con cui si stabilisce che "non sussistono le condizioni di fatto e di diritto per procedere all'annullamento del permesso di costruire n. 1 del 21 gennaio 2010". Subito dopo, la dirigente del Settore Sviluppo Produttivo e Residenziale ha predisposto il rilascio del permesso di costruire riferito alla stessa struttura commerciale.

 

Questo significa che i lavori per la realizzazione delle opere di urbanizzazione previste (fra cui il parcheggio a raso con 36 posti auto e l'area di verde pubblico) possono proseguire, ma anche che potrà prendere il via il cantiere per la costruzione del centro commerciale.

 

Oggi pomeriggio il Sindaco Lucchi e l'Assessore alle Politiche di qualificazione urbana Orazio Moretti hanno illustrato gli esiti del riesame alla conferenza dei capigruppo e, successivamente, è stata inviata una comunicazione in merito a tutti i consiglieri del Quartiere Cesuola. Inoltre, è stata inviata una lettera alla superiora del Monastero del Corpus Domini con la quale il Sindaco la informa dei nuovi sviluppi, auspicando la possibilità di un incontro chiarificatore, tenuto conto del fatto che nel marzo scorso la comunità claustrale aveva avanzato la richiesta di ridurre l'impatto del progetto per tutelare la quiete del Monastero, e che a tal proposito il Comune aveva dichiarato la disponibilità a rivedere le previsioni di utilizzo del parcheggio e in particolare dell'area verde, ma che, nonostante questa apertura, il 28 maggio scorso il Monastero ha presentato ricorso al Tar dell'Emilia Romagna.

 

"La richiesta di avviare il procedimento di riesame - ricordano oggi il Sindaco Lucchi e l'Assessore alle Politiche di qualificazione urbana Orazio Moretti - era stata dettata, oltre che dall'esigenza di tutelare il Comune,  dalla volontà  della nuova Amministrazione di fare chiarezza una volta per tutte su un percorso che si è sviluppato interamente  fra il 2000 e i primi mesi del  2009. Come si ricorderà, il 16 marzo scorso ci è arrivata una richiesta di applicazione dell'autotutela da parte di un cittadino, l'ingegner dal Monte, che annunciava, in caso contrario, l'intenzione di procedere per vie legali. Come abbiamo specificato allora, pur non avendo alcun obbligo e fermamente convinti che tutto fosse stato fatto nel pieno rispetto delle norme, abbiamo deciso di procedere con un'ulteriore verifica, nel nome della massima trasparenza. E' stato compiuto un approfondito esame tecnico sia sull'iter urbanistico (che portò nell'ambito del Prg 2000 all'individuazione dell'area, approvata dal Consiglio Comunale nel luglio 2002) sia sull'iter edilizio. Le conclusioni scaturite da questo esame, corroborate anche da autorevoli pareri legali, confermano la correttezza delle procedure e degli atti, che risultano regolari e rispettosi delle norme in vigore. Principale motivo di contestazione del progetto (per il quale era stato chiesto il procedimento di autotutela) è la riduzione della fascia di rispetto del Cimitero e la previsione di realizzare interventi edilizi nell'area resasi così disponibile. I parere legali raccolti confermano che la presenza di aree destinate a verde e a parcheggio in fascia di rispetto non contrasta con il divieto previsto dalla legge di realizzare nuovi edifici in tale fascia, perché verde pubblico e parcheggi a raso non rappresentano certo ‘edifici'.  E vale la pena di ricordare che, nel frattempo, è giunto anche il parere della Soprintendenza di Ravenna, che conferma come tale area non sia oggetto di vincoli. A questo punto, non essendovi nessun ostacolo normativo, è pressoché inevitabile confermare la validità del permesso rilasciato per le opere di urbanizzazione e provvedere al conseguente rilascio del permesso di costruire per il fabbricato, conformemente a quanto previsto dagli strumenti urbanistici vigenti. E' doveroso per ogni amministratore pro tempore della cosa pubblica rispettare e rendere operativi gli strumenti urbanistici approvati dal consiglio comunale. Qualunque altra scelta deriverebbe da ragioni improprie e getterebbe la nostra città in un caos urbanistico che riteniamo non rispettoso della volontà dei cittadini. Senza contare che, nel caso specifico, dopo le conclusioni raggiunte con la verifica compiuta, se  l'Amministrazione Comunale avesse deciso di annullare il permesso si sarebbe esposta a un pressoché certa richiesta di danni rispetto a quello che, a questo punto, appare un atto dovuto".

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