Cesena, convengo “Tribunale, Dipartimento di Salute Mentale e Territorio”

Cesena, convengo “Tribunale, Dipartimento di Salute Mentale e Territorio”

CESENA - Medici, avvocati e giudici a confronto per superare l'Ospedale psichiatrico giudiziario (OPG) come unica destinazione dei soggetti non imputabili e socialmente pericolosi e individuare in alternativa efficaci percorsi di tutela personalizzati. Questo il tema principale del convegno "Tribunale, Dipartimento di Salute Mentale e Territorio" in programma giovedì 19 maggio, a partire dalle 9, a Cesena, nella sala Eligio Cacciaguerra della Banca di Cesena (viale Bovio72). Obiettivo specifico della giornata  la definizione di buone prassi operative sulle interfacce tra Tribunale e Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche a seguito alle disposizioni della Corte Costituzionale del 2003 in materia. Queste ultime hanno di fatto abolito, perché in contrasto con un principio di costituzionalità, l'automatismo del percorso del soggetto non imputabile e socialmente pericoloso verso l'OPG. Il convegno, promosso dai Dipartimenti di Salute Mentale delle Ausl di Cesena e Forlì, intende fare il punto sui rapporti tra Tribunale e operatori sanitari nel rinnovato quadro normativo, che consente di graduare la misura di sicurezza in base alle esigenze di cura.

 

"Individuando le opportune interfacce con il Tribunale, i Dipartimenti di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche - spiega il dott. Michele Sanza, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche di Cesena - possono contribuire alle esigenze di giustizia definendo percorsi di cura personalizzati per i pazienti autori di reato riconosciuti  incapaci di intendere e di volere. Occorre sviluppare programmi di trattamento, non più obbligatoriamente detentivi, in una gamma completa di alternative, variamente graduate, finalizzate alla cura e alla tutela".

 

Nei diversi momenti del processo penale, le due figure del consulente tecnico e del perito psichiatra, già chiamati a contribuire in modo sostanziale alla valutazione di imputabilità e di pericolosità sociale, hanno assunto nel tempo un ruolo sempre più importante nell'individuazione delle misure di sicurezza territoriali, che coinvolgeranno, sempre e comunque, le strutture del Dipartimento di Salute Mentale con un ruolo operativo, e anche di monitoraggio dell'evoluzione dei casi sottoposti a misure di sicurezza.

 

Dopo il saluto dell'Assessore alle politiche per il benessere dei cittadini Simona Benedetti, aprirà i lavori il direttore generale dell'Ausl di Cesena Maria Basenghi, a cui seguiranno gli interventi di Giovanni Trerè e Anna Mori, rispettivamente giudici per le indagini preliminari dei Tribunali di Forlì e di Ravenna. A seguire, in mattinata, interverranno Giovanni Majo (avvocato penalista foro di Forlì) e il dottor Renato Ariatti (Psichiatra docente scuola di spec. Psichiatria Università di Bologna). Nel pomeriggio previsti gli interventi del dottor Michele Sanza (direttore Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell'Ausl di Cesena) e del dottor Claudio Ravani (direttore Dipartimento Salute Mentale Dipendenze Patologiche dell'Ausl di Forlì), prima della tavola rotonda conclusiva coordinata da Vittorio Melega (psichiatra consulente della Regione Emilia Romagna percorsi giuridici.

 

Gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari in Italia e in Emilia Romagna

In Italia, il numero degli internati in OPG si aggira sui 2,3 per centomila abitanti. In alcune regioni "virtuose" il numero è di 0,7 per centomila abitanti; in altre regioni più "problematiche", tale numero arriva ai 4 per centomila abitanti.

L'OPG di Reggio Emilia ospita 43 internati provenienti da tutta la Regione Emilia-Romagna (oltre che da altre, alle quali saranno tradotti). Attualmente il territorio cesenate conta due internati, quello forlivese tre: in termini percentuali, entrambi i territori possono essere definiti "virtuosi", ma esistono margini di miglioramento che possono essere colmati attraverso nuovi percorsi che saranno al centro del convegno.

(In prospettiva cruciale sarà il corretto accompagnamento dell'utente una volta "uscito" dall'OPG: in questa direzione, il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell'Ausl di Cesena, avendo già favorito percorsi di dimissione graduale, segue già 9 utenti, 6 dei quali ancora in riferimento all'OPG e 3 in un livello di percorso molto più avanzato in ordine alla libertà vigilata).

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