Cesena, cooperative di tipo B: la preoccupazione del Comune

Cesena, cooperative di tipo B: la preoccupazione del Comune

Paolo Lucchi, sindaco di Cesena-5

CESENA - L'Amministrazione Comunale è preoccupata "per i nuovi aspetti legati al rinnovo del contratto delle cooperative sociali di tipo B  che svolgono mansioni di igiene ambientale su incarico di Hera e, in accordo con il Comune di Forlì e la Provincia, invita tutte le istituzioni e le forze sociali coinvolte, a livello locale e regionale, ad aprire un confronto per approfondire una vicenda dai contorni molto delicati e che tocca in particolare la nostra realtà". E' quanto si legge in una nota del Comune di Cesena.

 

"A Cesena e a Forlì, infatti, - continua la nota - le cooperative sociali di tipo B (cioè quelle che hanno come scopo principale l'inserimento lavorativo delle persone svantaggiate) sono una presenza importante e consolidata, che opera in vari settori e che solo nella nostra città occupa circa 300 persone. La nuova ipotesi contrattuale rischia di mettere in pericolo questa attività e al tempo stesso potrebbe rendere necessari aumenti tariffari. Il Comune di Cesena vuole evitare queste prospettive e tutelare i lavoratori interessati e tutti i cittadini".

 

"Tutto prende le mosse - spiegano il Sindaco Paolo Lucchi e l'Assessore al Benessere dei cittadini Simona Benedetti - da recenti indicazioni regionali, secondo le quali anche per i lavoratori delle cooperative sociali impegnati in attività di igiene ambientale dovrebbe essere applicato  il contratto nazionale Fise (Federazione Imprese di Servizi), anziché il contratto di lavoro delle cooperative sociali come è accaduto finora. Tale modifica contrattuale implica un aumento della retribuzione e quindi maggiori oneri per le cooperative. Fin da ora Hera ha chiesto alle cooperative sociali, a cui ha affidato in appalto alcuni servizi di igiene ambientale, di adeguarsi alla nuove direttiva, ma ha escluso - almeno per il momento - la possibilità di partecipare alla copertura del maggior costo del personale. Dal canto loro, le cooperative sociali sono alle prese con due ordini di problemi. Da un lato sono preoccupate perché, in questo modo, si determinerebbe una disparità di trattamento economico con gli altri loro lavoratori impiegati in settori diversi dall'igiene ambientale. Dall'altro, l'assetto contrattuale ipotizzato inciderebbe sensibilmente sui loro bilanci, rischiando di comprometterne l'equilibrio, e con esso la loro stessa esistenza, perché di fatto si ritroverebbero fuori mercato".

 

"Questa eventualità - sottolineano Sindaco e Assessore -  preoccupa non solo le cooperative, ma anche l'Amministrazione Comunale di Cesena. Siamo fermamente convinti  del ruolo insostituibile giocato dalla cooperazione di tipo B nell'offrire preziosissime opportunità di socializzazione e riabilitazione oltre che. naturalmente, di inserimento lavorativo a tante persone svantaggiate che, altrimenti, difficilmente troverebbero collocazione sul mercato del lavoro. Il tema coinvolge tutti i territori della Regione in cui Hera ha affidato appalti alla cooperazione sociale, ma è particolarmente sentito nella nostra provincia. Qui, infatti, la presenza di cooperative sociali è più forte che altrove e il loro impiego nel settore dell'igiene ambientale è radicato da molti anni, fin dal tempo in cui i servizi erano ancora gestiti dalle municipalizzate. Si tratta di un'esperienza di assoluto valore che va tutelata. Al tempo stesso, però, l'Amministrazione Comunale di Cesena si preoccupa anche che gli eventuali costi aggiuntivi derivanti dall'applicazione del contratto Fise si ripercuotano sulle tasche dei cittadini sotto forma di aumenti tariffari. Un'ipotesi che giudichiamo decisamente inopportuna nella fase di crisi che stiamo attraversando".

 

"Per cercare una via d'uscita a questa situazione - si conclude la nota dell'Amministrazione comunale cesenate - il Sindaco Lucchi, insieme al Sindaco di Forlì Balzani e al Presidente della Provincia Bulbi ha inviato una lettera alla Regione, a Hera, alle organizzazioni sindacali regionali e alle Centrali Cooperative regionali, in cui si chiede di posticipare l'applicazione del contratto Fise alla fine del 2011 (quando scadranno gli attuali affidamenti assegnati da Hera alle cooperative sociali) e di utilizzare questo lasso di tempo per determinare con precisione i costi e gli effetti sociali di tale impegno ed individuare congiuntamente la migliore soluzione a vantaggio dei cittadini, di tutti i lavoratori e delle imprese interessate".

 

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