Cesena, crisi. Di Placido (Pri): "Questo il vocabolario repubblicano per contrastarla"

Cesena, crisi. Di Placido (Pri): "Questo il vocabolario repubblicano per contrastarla"

"Si puó provare a cercare parziale consolazione con statistiche e indagini che indicano la nostra provincia come una di quelle che ancora tengono, tuttavia non è il caso di cullarsi nell'autocompiacimento". E' l'opinione di Luigi Di Placido, capogruppo in Consiglio comunale del Pri a Cesena.

 

"Da tempo, infatti, segnaliamo la necessità di ridefinire priorità e procedure di sviluppo, da tempo insistiamo sul bisogno di creare nuova ricchezza nelle nostre zone, anche alla luce dei futuri sviluppi federalisti - evidenzia Di Placido -. Siamo felici che il sindacato voglia essere protagonista in questo percorso, abbandonando posizioni anonime quando non schiacciate sui governi locali che abbiamo vissuto in anni passati; altrettanto, siamo felici della disponibilità al confronto dimostrata dal Sindaco, a partire da subito con il bilancio 2011 (come peraltro proposto dalle minoranze)".

 

"Coraggio, creatività, coesione e coerenza, sono le "quattro c" sulle quali il Sindaco intende impostare la riflessione e che condividiamo - spiega il repubblicano -, ma che intendiamo integrare con altre lettere dell'alfabeto, perchè deve essere chiaro che il futuro del nostro territorio è un argomento sul quale siamo già in ritardo e che difficilmente offrirà seconde possibilità".

 

"Trasparenza, disponibilità, volontà, lungimiranza: qusato è il vocabolario che i Repubblicani intendono aggiungere alle "quattro c" del Sindaco - fa notare Di Placido -: trasparenza nella gestione della cosa pubblica; disponibilità ad un vero confronto, oltre gli slogan; volontà di affrontare con impegno e alla radice i problemi, coinvolgendo veramente tutti gli attori; lungimiranza delle prospettive, per dare risposte durature e efficaci".

 

"Confidiamo che alle dichiarazioni di principio facciano seguito comportamenti coerenti - aggiunge il repubblicano -, senza che nessuno pretenda di dettare l'agenda assecondando solo la sua personale visione, chiedendo agli altri ció che egli stesso, per primo, non offre".

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