CESENA - Da Ortomac l’appello a liberalizzare l'uso dei principi attivi per le sementi

CESENA - Da Ortomac l’appello a liberalizzare l'uso dei principi attivi per le sementi

CESENA - Gli enti pubblici devono convincere le società produttrici a estendere con procedura semplificata l’uso dei principi attivi anche per le sementi. E’ l’appello lanciato nella prima giornata (14 febbraio) della settima edizione di Ortomac.


ORTOMAC è la convention che ogni anno esamina due o tre fra le principali problematiche del comparto orticolo (dalle sementi alla qualità, dalla fragola all’asparago) e nella Sala Europa del Centro Congressi della Fiera di Cesena si è discusso di “Aggiornamenti sul diserbo delle colture orticole ed estensive”, con il Convegno coordinato da Gabriele Rapparini, del Diproval-Centro di Fitofarmacia, Università di Bologna.


La convention si è aperta con il saluto dell’Assessore all’Agricoltura del Comune di Cesena, Leonardo Belli, il quale a nome del Sindaco Giordano Conti e del Presidente di Cesena Fiera Domenico Scarpellini, ha sottolineato che mentre ci si chiede dove va l’agricoltura italiana, a Cesena si organizzano convegni per lo sviluppo dell’agricoltura stessa. E non solo, ha aggiunto, perché fra poco più di un mese ci sarà Agrofer, l’appuntamento con le energie pulite e dal 17 al 19 aprile Macfrut, la manifestazione internazionale di cui Ortomac è una forte anticipazione.


Ritornando alla tematica di Ortomac 2008, si sono presentati i risultati delle prove sul campo tenute a giugno per le sperimentazioni su quasi tutte le principali colture (dal frumento al mais, dalla barbabietola alla patata, dal pomodoro al pisello.


Più in generale, oggi i principi attivi hanno diminuito le quantità necessarie grazie ad una maggior attenzione all’impatto ambientale e, soprattutto alla salute degli operatori che nei campi usano queste sostanze per difendere le varie colture dalle infestanti (o erbacce). S pensi che dai ¾ chili per ettaro impiegati anni fa, adesso si può arrivare anche a 12/15 grammi (diconsi grammi!!) per ettaro, fino ad un minimo di 10 (dieci).


La ricerca ha ottenuto molecole a bassa tossicità (vantaggio per l’ambiente e per l’agricoltore), mentre i costruttori hanno predisposto macchine ed attrezature avanzate che garantiscono perfetti dosaggi. Gli stessi controlli dei principi attivi prima dell’immissione sul mercato sono di alto livello.


Casomai occorrerebbe aumentare quelli sui solventi, si è sostenuto a Cesena.
Il “buco nero” del comparto riguarda le coltivazioni portaseme (o la produzione delle sementi, per comprendere meglio). Qui mancano principi attivi autorizzati (attenzione, si possono usare solo sostanze riconosciute e autorizzate) e si corrre il rischio di un ulteriore passo indietro quando si passerà all’esame dei formulati.


La penuria di sostenze per il diserbo delle sementi fa aumentare l’intervento meccanico e manuale, con aumento di spesa e allunga i tempi di intervento.


Di qui la richiesta di poter estendere con procedure semplificate anche all’importantissimo comparto cementiero certe sostanze. Come quella che si può usare nel diserbo dell’insalata, ma non per il seme di insalata che, di fatto non arriverà mai sulla tavola.


Ortomac prosegue venerdì 15 febbraio in mattinata con il Convegno “La Difesa delle colture orticole e delle colture da seme – Approfondimento sulla cipolla da seme”, coordinato da Daniele Govi del Servizio Produzioni Vegetali Regione E-R.. Per capire il risolto specialistico per cui si affronta una sola coltura, si consideri che le famiglie italiane nel 2007 hanno acquistato 186.000 tonnellate di cipolle per una spesa di 221 milioni di Euro.

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Il pomeriggio di venerdì 15 sarà occupato dall’incontro “Linee guida sulla produzione vivaistica orticola” a cura del servizio Fitosanitario della Regione Emilia Romagna, durante il quale verrà presentato il Manuale tecnico “Malattie e parassiti del Pomodoro”, di Carla Montuschi.


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