Cesena, dai tifosi un coro unanime: "Ficcadenti non è all'altezza"

Cesena, dai tifosi un coro unanime: "Ficcadenti non è all'altezza"

Cesena, dai tifosi un coro unanime: "Ficcadenti non è all'altezza"

CESENA - Basta camminare per strada, fermarsi in edicola o in un qualunque bar per sapere cosa ne pensa la gente della frattura tra Cesena Calcio e tifosi. Tra la gente comune i toni sono pacati anche se pare ci sia una rassegnata accezione per un futuro che inizia con la B. Se sul presidente c'è un misto di critiche e solidarietà, pollice verso unanime per Ficcadenti che, forse, contro il Chievo si gioca la panchina. C'è una parte di sostenitori bianconeri, al di fuori del tifo organizzato, che appoggia la società.

 

A detta di alcuni infatti, "pare ci si dimentichi che il Cesena è una neo promossa". Un punto a favore del presidente che ha ribadito più e più volte il concetto durante la stagione.

 

Ma il malcontento ha gioco facile tra i bar cesenati in cui gli esperti della domenica dispensano tattiche per risollevare la squadra dal fondo della classifica.

 

"Il calo è fisiologico, facendo giocare tutte le partite a Parolo e Colucci, il centrocampo è cotto. Si distinguono Sammarco e Caserta perchè sono giocatori da serie A e non sono stati spremuti da inizio campionato come gli altri. In difesa tiene botta Von Bergen, Lauro fa il suo dovere nei suoi limiti, Ceccarelli si è ripreso domenica, dopo qualche gara scarsa". 

 

E' sufficiente leggere un giornale o nominare il mister che scatta la pioggia di improperi. Rigorosamente in dialetto.

"Per fare l'allenatore ci vogliono un po' di palle e rischiare qualche mossa, con intelligenza". Senza peli sulla lingua, c'è chi pensa che "Ficcadenti venga confermato per il semplice motivo che di soldi non ce ne siano per pagarne due (come è stato fatto con Vavassori). Se raggiunge l'obiettivo bene, altrimenti torniamo dove stiamo bene e facciamo risultati: in serie b".

 

Infatti, per alcuni, lo spauracchio della B è sempre meno un timore ma una fotografia che pare sempre più definita. 

"Il presidente ha fatto un buon lavoro nel nostro habitat ideale, la serie B. In A non basta la passione". Tutti concordi su un fatto: "Dal mercato non è arrivata la punta che serviva, né in estate né in inverno".

 

Anche chi la partita se la guarda in poltrona non può esimersi dal salire in cattedra e dare i voti a giocatori, allenatore e società.

Di media i bianconeri superano la sufficienza anche se peccano in "costanza e ingenuinità". 

Scontata la grave insufficienza per l'allenatore. Per la piazza "non è elastico, non sperimenta e nei cambi fa delle scelte assurde che seguono una logica tutta sua".

 

Mentre su Campedelli il giudizio è meno netto. C'è chi è per il 6 ma chi non risparmia il 4 netto: "non ha fatto il possibile per restare in A".

 

Il disgelo tra tifo e società potrebbe scaturire dai tre punti in casa sul Chievo. Così, forse, anche i voti da bar potrebbero tornare a crescere.

 

Alessandro Mazza

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