Cesena, dal 3 febbraio Pino Caruso al "Bonci"

Cesena, dal 3 febbraio Pino Caruso al "Bonci"

CESENA - Un classico del teatro del '900, Il berretto a sonagli di Pirandello, arriva sul palcoscenico del Bonci di Cesena da giovedì 3 a domenica 6 febbraio per la Stagione di prosa 2010-2011: prodotta dagli Stabili di Catania e di Palermo, nella primavera del 2010, la nuova messinscena del testo - con i Sei personaggi il più rappresentato di Luigi Pirandello - è diretta da Giuseppe Dipasquale e interpretata da un cast di grande qualità, fra cui spicca il mattatore Pino Caruso.

 

Realtà e apparenza si confondono irrimediabilmente nella vicenda risolta dal celebre ribaltamento della verità ideato dal protagonista Ciampa, che spiega alla rivale ormai piegata al suo progetto: "Non ci vuole niente, sa, signora mia, non s'allarmi! Niente ci vuole a far la pazza, creda a me! Gliel'insegno io come si fa. Basta che Lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza!".

 

Caruso, attore fra i più versatili e intensi del teatro e del cinema italiani, aggiunge il suo nome ai mitici interpreti del ruolo di Ciampa, da Salvo Randone a Turi Ferro, fino a Paolo Stoppa, virando il personaggio verso un distacco quasi brechtiano, lucido condensato di disperazione e impotenza: nella misura dei gesti si colloca in una dimensione astratta dalle connotazioni di spazio e tempo, pienamente classica.

Lontano da molte delle caratterizzazioni enfatiche che altri interpreti hanno scelto per il personaggio, Caruso incarna la bonaria fatalità che Ciampa esprime come "vittima" della vita e degli eventi: soltanto alla fine della vicenda l'uomo trova la forza di ribaltare la situazione, con la trovata geniale di sostituire la realtà con una realistica finzione.

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D'altra parte, è il disagio psicologico e sociale dell'uomo contemporaneo la chiave di questo allestimento, che ritrae la nevrosi della classe borghese in violenta contrapposizione con l'ordine morale del ceto popolare. La realtà cambia a seconda del punto di vista: gli attori recitano su una piattaforma girevole, mossa dai tempi dell'incompiuta Decima Sinfonia di Gustav Mahler, che evoca lo spirito di un'epoca, il mal de vivre.

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