Cesena, Di Placido (Pri): "Bilancio 2011, servono più fatti"

Cesena, Di Placido (Pri): "Bilancio 2011, servono più fatti"

CESENA - Come Repubblicani salutiamo con favore la disponibilità del Sindaco al dialogo e al confronto sul Bilancio 2011, anche se non ci pare una notizia della quale doversi meravigliare eccessivamente.

 

Valutiamo con altrettanta attenzione le proposte del PDL, parte delle quali riguardano argomenti sui quali anche noi abbiamo posto l'accento in passato.

 

Ci sarà occasione di entrare nel merito delle proposte, per il momento teniamo a sottolineare che alcune ci paiono più provocazioni e altre più indicazioni di massima (vedi, ad esempio, cultura e servizi sociali, sui quali è molto pericoloso generalizzare, cadendo nella tendenza a tagli indiscriminati senza discernere tra i vari interventi).

 

Ci sono altri argomenti sui quali abbiamo già sollecitato una riflessione: la gestione delle società partecipate (che spesso prevede stanziamenti dal bilancio comunale, vedi Seaf, Sapro e Acer), l'intervento del privato in campi storicamente di competenza pubblica (perchè la sussidiarietà orizzontale non può rimanere solo un bel principio da enunciare), lo snellimento della macchina burocratica (che costa soldi al Comune e quindi ai cittadini), le politiche turistico-culturali (che possono significare contemporaneamente risparmi e entrate).

 

In poche parole, la creazione di nuova ricchezza, attraverso l'eliminazione degli effetti che intorpidiscono lo slancio di un territorio.

 

Quanto di questo sarà concretamente attuabile già dal bilancio 2011 è da verificare, di sicuro sono questioni non più rinviabili.

 

Il grado di realizzazione degli investimenti del quale si vanta il Sindaco è comunque in sensibile diminuzione rispetto al passato, e la pressione tributaria più bassa della media regionale non tiene conto delle difficoltà strutturali alle quali la brocrazia sottopone i cittadini con costi più o meno  evidenti (la cosiddetta tassazione percepita).

 

In questa situazione, non basta che il Sindaco inviti tutte le forze di minoranza al confronto, perchè buona parte di esse, noi compresi, quella strada l'hanno già imboccata da tempo, il punto centrale è un altro: è in grado il Sindaco di andare oltre gli annunci di gradimento delle proposte altrui e cominciare a farle proprie?

 

Non vorremmo che la "luna di miele" si risolvesse in una metafotrica pacca sulle spalle delle minoranze che rifiutano il muro contro muro, e che la disponibilità al confronto fosse una bella frase alla quale non fa seguito nulla di concreto.

 

Proposte e sollecitazioni ci sono, la volontà c'è, adesso la palla passa al Sindaco: se vuole dare vita ad un Bilancio veramente partecipato ne ha tutte le condizioni, valorizzando la responsabilità che innerva la nostra città.

 

Se così non fosse, Cesena difficilmente potrebbe rispondere a quell'identikit di città ultra-virtuosa che viene spesso utilizzato, perchè la virtù non è solo di una parte e si giova di tutti i contributi.

Diversamente diventa supponenza.

 

Luigi Di Placido, Capogrupo PRI in Consiglio Comunale

 

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