Cesena, Di Placido (Pri): "Cultura, nuovo assessore e nuove prospettive?"

Cesena, Di Placido (Pri): "Cultura, nuovo assessore e nuove prospettive?"

CESENA - Il rimpasto di Giunta annunciato qualche settimana fa dal Sindaco Lucchi e divenuto ufficiale in questi giorni ha portato ad una redistribuzione di numerose deleghe, tra le quali quelle relative alle politiche culturali, passate dal giubilato Daniele Gualdi ad Elena Baredi. Non siamo appassionati di ricostruzioni e pettegolezzi, per cui continuiamo a ritenere che l'allontanamento di Daniele Gualdi sia dovuto, se non interamente, in buona parte alla differenza di vedute tra lui ed il Sindaco sul futuro della Cultura nella nostra città, a partire dal rapporto con ERT e dalla gestione del Teatro Bonci.

 

Questo, peraltro, era quello che avevamo inteso a Dicembre dello scorso anno, quando in occasione della discussione su di un Bilancio Preventivo che decurtava di ben 300.000 Euro il finanziamento ad ERT, la maggioranza condivise un ordine del giorno dei Repubblicani che chiedeva di avviare un confronto serrato sulle prospettive culturali cittadine.

Fino ad oggi un solo incontro si è svolto nella competente Commissione Consiliare (peraltro pochi giorni prima dell'annuncio dell'abbandono di Gualdi), forse proprio per il cambio della guardia che da tempo era nell'aria.

Adesso, con un nuovo Assessore che reggerà queste deleghe fino alla fine della legislatura, non ci sono più scuse: occorre uscire dal gioco di melina e dire chiaramente cosa si vuole fare, senza tentennamenti.

Anche perchè alcuni segnali che giungono sono francamente poco comprensibili, primo fra tutti l'aumento di 200.000 Euro dello stanziamento a favore di ERT contenuto nella variazione di Bilancio approvata la scorsa settimana: ha un bel dire l'Amministrazione che tale cifra è una ricapitalizzazione e non un contributo per la gestione, resta il fatto che, a distanza di nemmeno quattro mesi, l'impostazione del Bilancio Preventivo viene smentita, e quello che era uscito dalla porta rientra dalla finestra.

Per questo motivo chiediamo al nuovo Assessore Baredi, verso il quale nutriamo sincera stima: quali sono le prospettive culturali che questa Amministrazione intende perseguire? Quali saranno le linee principali del suo operato? Ritiene ancora indispensabile una verifica puntuale del passato e del presente per disegnare il futuro?

 

Andando oltre ai ringraziamenti di prammatica nei confronti dei predecessori, ribadiamo che questo sia il momento per cercare di costruire un salto di qualità della cultura cesenate.

A partire da una maggiore sinergia con il privato, cosa che andiamo dicendo da tempo e che anche Giampiero Placuzzi di Confartigianato ha giustamente sottolineato di recente; non essendo, infatti, più pensabile di avere a disposizione cifre considerevoli dal bilancio comunale, occorrerà sempre più rivolgersi a soggetti esterni, con i quali saper contemperare le esigenze di remunerazione degli investimenti e di coerenza e qualità dell'offerta.

Teatro Bonci, Rocca Malatestiana, programmazione estiva: sono solo alcuni esempi sui quali si potrebbe e dovrebbe sviluppare una sperimentazione.

Ovviamente occorre sciogliere da subito alcune questioni centrali, a partire dal rapporto con ERT, che come Repubblicani continuiamo a ritenere abbia perso ogni spinta propulsiva.

Un abbandono di tale esperienza consegnerebbe alla città la grande opportunità, e anche la grande responsabilità, di ritornare padrona del proprio futuro culturale, in una sfida affascinante e certamente capace di sollecitare e coinvolgere le forze migliori, con l'obiettivo di mettere maggiormente in rete i contenitori presenti, Carisport compreso.

Occorre inoltre una valorizzazione ulteriore della Biblioteca Malatestiana, del Conservatorio Maderna, del Corelli, e di realtà in costante espansione come la Mediateca.

 

Oltre a questo ci pare necessario ragionare su un nuovo concetto di sistema museale, che vada oltre la spesso anonima gestione attuale, troppo parcellizzata e poco significativa, mentre il progetto di Museo della Città, che aveva coinvolto un gruppo di lavoro interdisciplinare nominato dalla Amministrazione Comunale e coordinato dal Prof. Piergiorgio Pasini e la Facoltà di Architettura, sembra svanito nel nulla.

      Su questo tema non si può dimenticare il rapporto con la Fondazione della Cassa di Risparmio di Cesena, gestito a singhiozzo, senza una progettualità di livello e senza un reale coinvolgimento della città.

   La si cerca di coinvolgere per risolvere il problema degli angusti spazi della Pinacoteca Comunale,  senza che si capisca se e come sfruttare l'acquisizione del palazzo ex Roir da parte della Fondazione, dove fin dagli anni

   settanta si prevedeva di collocare la Pinacoteca, che avrebbe dovuto raccogliere anche i dipinti del Roir, della Ausl e altre collezioni. Lo stessi dicasi per la Biblioteca Ghirotti: al centro direzionale della Cassa di Risparmio

    all'Ex-Zuccherificio o nella Biblioteca Malatestiana?

Integrazione: ecco una delle parole chiave per il futuro.

 

Integrazione tra le offerte pubbliche e tra loro e quelle private, in un sistema in grado di contribuire alla crescita della vocazione turistica della città, spesso dichiarata e meno spesso perseguita, con il contributo del mondo del commercio, dell'impresa, del tempo libero.

Gli argomenti sono tanti, e purtroppo non ci si può permettere di attendere oltre: la cultura è stato il settore che ha subito i maggiori tagli nel bilancio comunale 2011, e le prospettive future non sono incoraggianti.

 

Per non votarsi quindi all'ineluttabilità di una marginalità delle politiche culturali occorre la scossa, occorre il cambio di passo.

Cosa ne dice l'Assessore Baredi? E' disposta a giocare questa scommessa?

Così fosse, il contributo Repubblicano non mancherà; diversamente, non abbiamo alcuna intenzione di fare parte della schiera dei temporeggiatori o dei distratti.

  

Luigi Di Placido, Capogruppo PRI in Consiglio Comunale

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -