Cesena, Di Placido (Pri): "La farsa di Acer"

Cesena, Di Placido (Pri): "La farsa di Acer"

Si sta trasformando in una vera e propria farsa la vicenda ACER. Quasi che non fosse un problema serio quello della casa, siamo costretti  giornalmente a subire sproloqui sulla necessità di dare, in un periodo di grave crisi, case a basso prezzo a quella parte della popolazione che non la possiede (17% circa sul totale delle famiglie della nostra provincia).


E invece siamo ancora fermi alle dichiarazioni del Presidente che, chissà con quale coraggio, afferma che "non esistono i presupposti per un licenziamento di un cda......non mi è stata tolta la fiducia.....sono tranquillissimo e del tutto legittimato".
E pensare che a noi sembrava di ricordare che, sia il Sindaco di Cesena che quello di Forlì avessero parlato di vincolo fiduciario esaurito a causa della perdita di 500.000 Euro per investimenti azzardati, perdita che i Repubblicani hanno scoperto nel Maggio dello scorso anno e a seguito della quale hanno subìto una citazione per danni.


Siamo in attesa di vedere come finirà questa penosa pantomima sulla quale non arretriamo di un millimetro.
La cosa ancora più divertente, se non fosse tragica, é che si dichiara che sono 667 le famiglie in lista di attesa, e per tutta risposta nel 2010 saranno consegnati 50 alloggi.
Dunque é questa la politica per la casa ? Non si legge da nessuna parte un piano che riesca ad impostare un processo risolutivo del problema.
L'unica ipotesi é quella di un accordo con i privati. Di quale tipo, con quale modalità? Buio profondo.
Nel frattempo però il Presidente (sfiduciato) Morgagni spiega che per il cesenate nel 2010 saranno impegnati circa 21 milioni di Euro.


Questo balletto di cifre oramai ha stancato, è ora che tutti si assumano le loro responsabilità.
E' da tempo che i Repubblicani propongono un piano casa semplice, funzionale, che coinvolge il comune e gli operatori del settore.
E' ora che si dica una volta per tutte che ACER ha fallito e va sciolta.
Dopo di che il Comune (come la norma di PRG  prevede), acquista  al prezzo di 1  Euro al mq i terreni di perequazione, poi pubblica un bando in cui dichiara la disponibilità ad assegnare i terreni a coloro che realizzano immobili da cedere in affitto al minor costo al mq.


Tale meccanismo permetterebbe di offrire lavoro alle aziende oggi in crisi e di garantire case alle giovani coppie e alle famiglie che non hanno disponibilità economiche per pagare prezzi di mercato.
Terminato il periodo di ammortamento, gli appartamenti aumentarebbero il patrimonio di edilizia residenziale pubblica del Comune.
Per abbattere ulteriormente i costi il Comune potrebbe partecipare  al costo di costruzione in percentuale, così come la Fondazione Cassa di Risparmio, che in occasioni recenti ha espresso la sua disponibilità.
Senza tanta burocrazia e, soprattutto, senza carrozzoni, i problemi possono essere risolti.

Luigi Di Placido
Capogruppo PRI in Consiglio Comunale

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