Cesena: droga, l'allarme di Forza Italia Giovani

Cesena: droga, l'allarme di Forza Italia Giovani

CESENA - Oramai ci si avvicina al mondo della droga già all'età di 13 anni, tanto è vero che recentemente il consumo degli stupefacenti è aumentato del 50 per cento nella fascia d'età dai 15 ai 24. Durante lo scorso anno 589 sono stati i giovani morti per overdose, con un incremento del 6% rispetto al 2006.

 

Questi dati non riguardano solo le caotiche realtà delle metropoli, ma toccano anche comunità più modeste, come quella di Cesena. La nostra città, dietro un velo di pacata tranquillità, cela una facciata a molti sconosciuta, quella dell'illegalità e della droga. Solo nel 2007 si sono contati a Cesena 418 reati, ma sembra che la questione sicurezza sia ancora sottovalutata dall'amministrazione locale che non risponde alle esigenze di una città in evoluzione, non più arginata all'interno di un guscio di sicurezze e incolumità.

 

Non si può sicuramente parlare di micro-criminalità dopo l'operazione antidroga della squadra mobile di Forlì, condotta nei giorni scorsi con la cooperazione del commissariato di Cesena, unità cinofile, pattuglie dei reparti prevenzione crimine, ed elicotteri per circa cento agenti. Tredici persone arrestate tra Cesena, Napoli, Roma e Rovigo. Due chili di pura cocaina trasportati ogni mese da Napoli a Cesena per essere poi smerciati, nel giro di pochi giorni, sul mercato cesenate e della riviera romagnola.

 

La pacata Cesena diventa sempre più il covo di spacciatori, una triste realtà che trova i suoi centri più fecondi nelle zone di Torre del Moro, dell'Ippodromo, della Stazione e delle Vigne, come ci segnalano tanti giovani. Lo scudo offerto dalle buie ore della notte cela i volti di ragazzi che, trascinati dalla loro tragica dipendenza, hanno fatto di questi luoghi la loro fissa dimora.

 

A livello nazionale il Governo si sta muovendo per combattere il fenomeno. Giudichiamo positivamente l'aver interrotto fin da subito quel clima di pseudo-buonismo portato avanti per due anni da Prodi e dalla Turco, quella delle "stanze del buco". Il messaggio delle stanze del buco era chiaro: ti droghi da molto tempo, farti cambiare è impegnativo, difficile e costoso, quindi continua pure ma senza dare troppo nell'occhio.

 

Anche a livello locale si può e si deve fare di più, soprattutto sul piano della prevenzione. Un contributo dovrebbe arrivare anche dall'intera nostra classe politica. Dichiarare apertamente, in ogni occasione pubblica, che drogarsi non è lecito e che non ci sono droghe pesanti e droghe leggere, sarebbe un primo segnale positivo, anche se di per se non sufficiente.

 

Tuttavia notiamo con dispiacere che in alcuni partiti di sinistra (e non solo) questa chiarezza non esiste. Si continua a propugnare il permissivismo, probabilmente per cercare consenso elettorale fra i giovani, senza preoccuparsi del fatto che così si finisce per indebolire l'intera lotta alla droga.

 

Martina Fiori e Riccardo Cappelli 

Forza Italia Giovani-Cesena

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