Cesena. Ecco Farnedi, il musicista collezionista di ukulele

Cesena. Ecco Farnedi, il musicista collezionista di ukulele

Cesena. Ecco Farnedi, il musicista collezionista di ukulele

CESENA - Enrico Farnedi, professione musicista, segni particolari ukulele. Ne ha collezionati 10 (di cui due ad hoc) che si aggiungono ad altri 30 strumenti tra fiati (il primo amore) bassi, percussioni, batterie e tastiere. E' a tutti gli effetti un polistrumentista sempre attratto della scoperta di nuovi suoni e sperimentazioni; l'album "Ho lasciato tutto acceso" l'ha consacrato come one man band.


Enrico, il suo ultimo album è uscito ad ottobre 2010. Come è andata?

Bene, ci sono diverse novità. La prima è che è ristampato in altre 500 copie e non sarò più solo io a distribuirlo. Ci pensa la "Good Fellas" (niente a che fare con il gruppo swing con cui suona Rico, ndr), è un grosso distributore indipendente e ora l'album è nei negozi. Poi è uscita è una compilation di 3 cd, si chiama "Addosso", è dedicata ai 150 anni d'Italia e alla Resistenza. Contiene un mio brano che si intitola "Vendemmia". E' una ballata folk che ho realizzato suonando 4 ukulele diversi, batteria, percussioni e... altro non ricordo (ride). E' sul filone dell'album. Tutto il ricavato andrà a sostenere le varie sedi Anpi d'Italia».

 

Perché la scelta di suonare tutti gli strumenti del disco e non contare su un gruppo?

L'idea è nata in casa, in cantina precisamente, mentre facevo esperimenti con computer e registrazioni. Nel 2009 ho registrato un disco di canzoni per bambini per i miei nipoti e ho visto che mi divertivo. In questo modo faccio prima, non devo spiegare le cose ad altri e mi gestisco i tempi. Buona parte del disco, il 70%, è registrato senza un obiettivo davanti, erano esperimenti o demo per altri gruppi. Quindi alcune tracce sono rimaste nude e crude. Poi nel mio piccolo gestisco i suoni degli strumenti in una maniera che mi soddisfa. Per i live ho un trio: Mauro Gazzoni alla batteria e Marco Bovi al basso.

 

C'è uno strumento a cui è particolarmente affezionato?

Forse la tromba perchè è il primo che ho studiato ma non rinuncerei a nessuno degli altri. Ora la passione esagerata è per l'ukulele così riesco anche a cantare e suonare insieme. Ho capito perchè i chitarristi non si stancano mai di suonare, è uno strumento che non lasceresti mai e lo puoi portare ovunque.


Ricorda un messaggio del suo insegnante di tromba?

«Sì (ride), diceva: "Non pensare che fai arte, pensa che soffi in un tubo di ferro". E' bella come idea, alle volte ti convinci che l'arte è una cosa più intellettuale e una frase così ti mette "nella prospettiva". E poi suonare è un lavoro, è dura stare da soli a correggere errori per imparare a usare lo strumento. La tromba è anche meno gratificante perchè si fa fatica a fare bene due note e non ti diverti. Ma non è chirurgia cardiovascolare!».


Secondo lei cosa distingue un vero artista?

Chi non è un artista vero non va più avanti di un tot nella musica. Se un artista, anche inferiore, sa promuoversi bene può arrivare a risultati maggiori di altri ma se poi non ha niente da dire difficilmente si eleva. Chi ha continuità trova sempre qualcuno a cui parlare, più di chi vive di pose. Il mondo dell'Indie, ad esempio, ora è molto di moda. E' ricco di scelte artistiche e non, come l'atteggiamento e il look. Ora pagano ma se hai solo quello devi essere bravo a cambiare moda. C'è chi, invece, ha una onestà intellettuale e riesce ad attraversare i periodi più o meno indenne.


C'è un episodio che le è capitato sui palchi che ricorderà?

A 14 anni che avevamo finito di suonare un pezzo con un gruppo e ci siamo guardati tutti un'istante perchè era venuto veramente bene. Poi un altro momento indimenticabile è stato quando, nel 2006, ero con i Good Fellas nella prima tournè con Cochi e Renato e ci hanno cantato"La ballata di Innocenza", una canzone che non conoscevamo di Bruno Lauzi. Loro la cantavano ad occhi chiusi con Cochi che suonava la chitarra. E' stato un momento molto intenso».


Prossime date?

Il primo maggio di Solidarietà Internazionale a Santarcangelo e le altre date sono tutte nel mio sito: enricofarnedi.it».


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Alessandro Mazza

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