Cesena, elezioni. Acer, Di Placido: "Disarmanti le repliche di Conti e Lucchi"

Cesena, elezioni. Acer, Di Placido: "Disarmanti le repliche di Conti e Lucchi"

CESENA - "Avevamo il timore, per non dire la certezza, che anche in questo caso il centro sinistra cesenate non avrebbe perso occasione  per dimostrare la sua insipienza e il suo distacco dai cittadini". Torna all'attacco sul caso-Acer da lui sollevato, Luigi Di Placido, candiadto sindaco di Cesena per l'alleanza composta da Pri, Lega Nord e Cesena Domani.

 

"Le repliche del Sindaco Conti e del candidato Paolo Lucchi sono disarmanti per superficialità e pressapochismo, denotando scarsa conoscenza dei problemi ed ancora minore volontà di risolverli - dice Di Placido -. Leggere che il Sindaco afferma "avevamo già espresso la nostra disapprovazione in occasione dell'ultima assemblea dei soci......" aggrava solamente la posizione di chi, chiamato dai cittadini a gestire i loro soldi in maniera oculata e lungimirante, si lascia sfuggire errori del genere salvo "acquisire tutti gli elementi necessari per una più approfondita valutazione ed assumere eventuali iniziative"".

 

"Troppo facile, Sindaco Conti, cercare di chiudere la cassaforte quando i soldi pubblici hanno già preso il volo causa investimenti incoscienti - attacca l'aspirante primo cittadino -; troppo facile cercare di sviare il problema ricordando gli impegni, peraltro vaghi,  di questi ultimi anni! Leggere poi che il candidato Paolo Lucchi pensa di risolvere la questione dimissionando il cda di ACER, come se la colpa fosse solo di chi gestisce e non soprattutto di chi nomina  e poi non controlla, la dice lunga sulla sua visione del rapporto tra amministrazione e società partecipate".

 

"Come diciamo da tempo, le nomine non vengono effettuate per capacità ma per tessera politica, preferendo il controllo alla professionalità - è la tesi del repubblicano Di Placido -. Le vere dimissioni le dovrebbe dare, candidato Lucchi, chi non ha saputo o non ha voluto controllare, dopo essersi per anni lavato la bocca con affermazioni e delibere che avrebbero dovuto rendere più trasparenti i rapporti".

 

"ACER ha fondi a disposizione per 10 milioni di Euro in attesa  dell'approvazione degli strumenti urbanistici e della progettazione", ed intanto pensa bene di buttare al vento i soldi dei cittadini - prosegue il candidato sindaco -. E' forse il caso di ricordare che il cda di ACER costa al contribuente circa 190.000 Euro l'anno (spese di rappresentanza e contributi per la pensione del presidente compresi) e che il costo pro-capite dei dipendenti è consistentemente superiore a quello dei  dipendenti comunali".

 

I repubblicani concludono denunciando "l'inutilità dello strumento ACER, sia per i suoi costi  che per i suoi risultati, e questa è la più lampante ed evidente dimostrazione che avevamo visto giusto. Se questa è la capacità amministrativa del centro sinistra cesenate troviamo ancora più confermata la nostra posizione di alternativa a quella che da tempo è diventata pura gestione del potere". 

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