Cesena, elezioni. Confcooperative incontra Antonio Prati (Udc)

Cesena, elezioni. Confcooperative incontra Antonio Prati (Udc)

CESENA - I bisogni del territorio e delle cooperative aderenti sono al centro di un documento con cui Confcooperative, si rivolge ai candidati alle elezioni Amministrative del prossimo 6/7 giugno, sottolineando come sempre il desiderio di confrontarsi con tutte le forze politiche, i movimenti e i candidati.

 

"Questa volta l'appuntamento elettorale giunge in un momento di grave crisi economica - dichiara il presidente Amedeo Scozzoli - una crisi drammatica di cui sta risentendo anche il nostro sistema cooperativo. Inoltre stiamo toccando con mano come alcune scelte fatte dalle Istituzioni Locali condizionino anch'esse i risultati complessivi delle nostre cooperative. Su queste problematiche vogliamo confrontarci in modo franco con i candidati, ai quali daremo anche ipotesi di soluzioni che riteniamo necessarie per il bene delle nostre imprese e del territorio".

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Il riferimento è a legislazioni regionali e a provvedimenti locali che mirando a costruire un modello "evoluto" e caratterizzato da alti standard spesso non tengono conto del reale contesto sociale e dei bisogni del territorio e delle imprese. L'effetto in molti casi non è stato quello sperato, anzi, in alcuni settori l'aver posizionato "l'asticella" troppo in alto, ha di fatto messo fuori mercato interi comparti sottolinea Confcooperative, che rivolgendosi alla politica e a chi si candida a governare il territorio denuncia come la politica stessa e i suoi ritardi oltre alle storture della burocrazia siano causa di grandi difficoltà per le imprese.

 

Queste le priorità che Confcooperative - in rappresentanza a livello provinciale di circa 230 imprese operanti nei vari settori con oltre 40000 soci e oltre 11000 lavoratori - segnala ai candidati:

 

-In generale vogliamo sensibilizzare la classe politica verso scelte che prima di essere applicate devono, attraverso un confronto vero, poter preveder le ricadute sui cittadini e sulle imprese e non essere prese nell'esclusivo interesse dell'Istituzione che la emana, annullando in tantissimi casi anche il concetto tanto sbandierato di sussidiarietà.

 

-Occorre individuare procedure d'urgenza per consentire alle aziende che hanno investimenti da realizzare di poter avere le autorizzazioni necessarie al massimo in sei mesi.

 

-Le gare d'appalto devono essere aggiudicate con il metodo del prezzo "economicamente e socialmente più vantaggioso" seguendo l'esempio delle amministrazioni che lo stanno sperimentando, in modo particolare per le gare che riguardano i servizi sociali.

 

-Occorre rilanciare la politica della casa per coloro che hanno un livello di reddito tale da non potersi permettere un alloggio, attraverso anche la messa a disposizione, da parte dei comuni di aree o di manufatti pubblici in forma gratuita, da assegnare a cooperative di abitazione, al fine di poter costruire abitazioni a prezzi calmierati.

 

-Rivedere l'organizzazione delle politiche dei servizi: in momenti di crisi come quello attuale, non è tollerabile speculare sui servizi, soprattutto quando si tratta di servizi alla persona, che devono essere erogati ai cittadini con la massima efficienza e il minor costo per l'utente. Noi intendiamo proporre il modello dell'impresa sociale, orientata alla gestione del servizio reinvestendo i margini di gestione esclusivamente nel miglioramento dei servizi e non per produrre utili finanziari.

 

-E' necessario affrontare i temi ambientali con lungimiranza e liberi da schemi ideologici e da interessi, praticando soluzioni realmente adatte al nostro territorio alle nostre attività alle nostre produzioni; non possiamo seguire mode per alcune questioni che riguardano le aziende con politiche repressive, senza considerare tutto quello che non è adeguato da parte delle Istituzioni, mettendo in condizione le aziende virtuose di dover pagare quanto non realizzato da chi è deputato a farlo.

 

-Nel comparto agroalimentare occorre mettere in atto politiche che valorizzino le nostre produzioni considerate in alcuni casi, eccellenze a livello internazionale, attraverso azioni di sensibilizzazione nei confronti delle scuole, inserendo nei capitolati delle mense l'obbligo di utilizzo dei prodotti locali, facendo opera di formazione verso i consumatori, in una ottica anche di salute pubblica.

 

-In tema di energie rinnovabili occorre praticare politiche più virtuose, andando a determinare quelle che sono le zone e le produzioni interessate e poi dare la possibilità alle imprese di poter investire, senza dover essere condizionati da interessi particolari, mettendo a disposizione anche tutti gli edifici pubblici che potrebbero essere messi a norma dal punto di vista energetico con programmi di projget fainancing gestiti da privati

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