Cesena, elezioni di quartiere. "Un fallimento" per Antonella Celletti

Cesena, elezioni di quartiere. "Un fallimento" per Antonella Celletti

CESENA - Ieri sera si è consumata la kermesse voluta dalla Giunta comunale per celebrare la proclamazione degli eletti nei nuovi Quartieri, quegli Organismi di partecipazione pensati per sostituire i vecchi Quartieri, cancellati dalla scure della finanziaria Prodi del 2008 per contenere i costi pubblici. Un Consiglio comunale dedicato esclusivamente ai Quartieri non si era mai visto, neppure quando questi contavano qualcosa. Ma la Giunta è stata irremovibile, nonostante ci fossero risvolti di natura giuridica, amministrativa e politica che avrebbero consigliato maggiore prudenza. Prudenza che l'assessore Miserocchi avrebbe dovuto usare anche nel magnificare i risultati di queste elezioni.

 

I Quartieri, infatti, hanno perso molto appeal e le elezioni sono state un mezzo fallimento: dagli oltre 64.000 votanti del 2004 (l'81,57% degli aventi diritto) si è passati ai soli 26.000 del 2010 (il 31% degli elettori). E, per esempio, i dati del Centro urbano sono di un'agghiacciante brutalità, oltre 7.300 votanti nel 2004, 1.946 nel 2010, oltre il 55% degli elettori hanno snobbato le urne.

 

Il Consiglio comunale si è poi svolto come da copione. Dopo le scontate dichiarazioni agiografiche dell'esecutivo, è stata la volta dei capigruppo (cinque su otto, tre assenti giustificati). Dal coretto celebrativo di maggioranza ed opposizione (ma quando dirà qualcosa di centro-destra il Pdl?), si è distinta solo la Lega Nord, che, pur credendo fermamente nella partecipazione popolare, ha spiegato i motivi del proprio dissenso che riguardano principalmente il mancato rispetto delle leggi vigenti, a garanzia di tutti i cittadini, e la necessità di regole più chiare e trasparenti. Non è un mistero che le procedure elettorali per i Quartieri hanno avuto non pochi inciampi (in un seggio più schede che votanti), che i costi sono lievitati, che sarebbe stata disattesa la normativa sulla privacy e che è stato concesso ai residenti extracomunitari l'elettorato attivo e passivo, nonostante la normativa italiana, a partire dalla Costituzione, lo escluda a tutti i livelli. Ma l'Amministrazione cesenate, nonostante non abbia la minima competenza in materia, ha concesso il voto agli extracomunitari per meri fini ideologici e di propaganda politica.

 

E che queste siano le uniche ragioni di questa concessione lo ha ampiamente dimostrato il solito capogruppo del PD Landi, che, non avendo alcuna freccia al proprio arco per replicare alla Lega Nord, ha vomitato le solite accuse di razzismo. Se per Landi è razzista chi chiede alle Istituzioni rigore, trasparenza ed osservanza delle leggi, allora c'è veramente da domandarsi quale deriva abbia imboccato il PD cesenate.

 

Antonella Celletti, capogruppo Lega Nord

Commenti (10)

  • Avatar anonimo di Homer
    Homer

    Con la riforma del governo Prodi pure le circoscrizioni sotto le città di 250 mila abitanti potevano essere eliminate con scelta del comune. Se la volontà fosse stata la consueta e troppo decantata volontà di mantenere i costi bassi. Solo che a Forli la Lega non ha fatto battaglia per l'abolizione delle circoscrizioni mentre a Cesena ha scelto di cavalcare un cavallo diverso. Di qui l'ipocrisia a cui il movimento non è nuovo (leggasi Berlusconi piduista). Strano poi che un movimento che ha fino a pochi giorni dal voto insisitito per la creazione delle RONDE (sistema talmente confuso che le poche realizzate sono state subito smantellate) si metta a fare le pulci sui cavilli regolamentari.

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    stefano

    Peccato per la correzione zio Giangi, virtuale era molto più azzeccato...

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    zio Giangi

    CORREZIONE: intendevo scrivere comune virtuoso, non virtuale. Chiedo scusa.

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    zio Giangi

    Scusami Stefano, ma ritornando al discorso della sig.a Celletti, lei ha detto che queste elezioni sarebbero da invalidare per tutti quei motivi che anche l'onorevole Pini ha citato, senza però raccogliere positività dal parlamento ed anche nel question time, sebbene proprio dal suo superiore leghista; ora le vorrebbe rifare (sempre Celletti), però questa volta, ha detto lei, presentando suoi candidati. Mi sembra proprio di vedere che anche lei non si aspettasse tutto questo risultato dopo che il governo Prodi aveva cancellato i quartieri. Evidentemente c'è qualcuno che ci crede nel lavoro gratuito e tu se hai lavorato per 10 anni quando questi quartieri contavano di più di ora, non capisco la tua posizione, o meglio lainterpreto così: sei sempre stato all'opposizione e ti lamenti di come questo comune è così virtuale nonostante la tua contrarietà; mi spiace per te che abiti in uno di quei posti dove il tenore di vita è così alto per merito di gente come me! Ciao.

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    stefano

    Non vorrei sembrare di voler insegnare qualcosa a Homer, ma lo consiglierei di informarsi di più. A Forlì infatti ci sono le circoscrizioni, con ruolo istituzionale e valore legale essendo la città sopra i 100 mila abitanti. Cesena invece è sotto i 100 mila ab. per cui a seguito della legge finanziaria di Prodi del 2007 non può avere circoscrizioni o quartieri che dir si voglia...quelli eletti a Cesena sono quindi associazioni private o, come le chiama il comune, organi consultivi...senza alcun potere e senza copertura giuridica.

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    Homer

    Il quartiere centro di Forli ha sempre un ruolo consultivo ma la Lega ne ha la presidenza e se lo tiene stretto. Qual è la differenza ?

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    stefano

    Caro zio Giangi, non è certo a me che devi dire di darmi da fare e non restare alla finestra, visto che io negli ultimi 10 anni non sono stato alla finestra, ma bensì su un seggio di opposizione in consiglio comunale, dove credo di essermi dato da fare assai. Non ripeto quindi le parole di Celletti per sentito dire, ma perchè ho visto a cosa sono serviti in questi anni i quartieri, ovvero a nulla se non a fare da cassa di risonanza propagandistica dell'amministrazione. Eppure allora erano istituzione pubbliche con valore giuridico, cosa che oggi non sono più e nessuna kermesse pubblica potrà dar loro un potere che non hanno.

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    zio Giangi

    Caro Stefano se eri presente l'altra sera in aula magna, come lo ero io, potevi capire l'importanza di ciò che era successo. Sono d'accordo con te solo quando affermi che queste elezioni hanno portato ad organi di nessun valore giuridico, ma è appunto qui il nocciolo; la sala era piena di persone che vogliono impegnarsi GRATUITAMENTE per aiutarsi nel miglioramento della qualità di vita nel proprio territorio, mi dispiace che tu riporti le esatte parole della Celletti, cioè i quartieri servono solo come cinghie di trasmissione del potere con organi di controllo del territorio del PD. Vedi a molta gente non piace questa situazione che si è venuta a creare, ma io penso che se abiti in un posto nel quale tu possa fare qualcosa per modificare in meglio la tua realtà, allora datti da fare anche tu ! Non essere mai quella persona che è solo capace di criticare coloro che con il loro volontariato cercano di darti una mano, anche solo per sistemare il lampione davanti casa tua che non funziona da oltre un mese, oppure di poter creare una situazione in cui magari alcune persone possano uscire di casa e reincontrarsi dopo anni che non si vedono. Insomma tutti sappiamo che non si può essere legati all'aiuto politico dello stato, dobbiamo essere noi i primi a rimboccarci le maniche, ed io penso che la fatica più dura sia quella di convincere le persone come te. Mettiamoci in gioco ! Non restiamo solo fermi dalla finestra a guardare il lavoro degli altri! Un caro saluto.

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    stefano

    Caro zio Giangi, non voglio fare il difensore dell'Antonella Celletti, che sa difendersi da sola, ma su questo pateracchio dei quartieri non vedo come si possa darle torto. E' stata una elezione farsa di organi di alcun valore giuridico, e ad abolirne il ruolo istituzionale non fu il centrodestra, ma il governo Prodi. Il regolamento con cui si sono riproposti è stato fatto in modo da dare una parvenza democratica a cose che servono, sono servite e serviranno solo come cinghie di trasmissione del potere e organi di controllo del territorio del PD, con un ruolo di assolute comparse dei partiti di opposizione che si sono prestati alla farsa.

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    zio Giangi

    La signora Celletti ha già cambiato 3 partiti; forse non conosce ancora la sua collocazione, ma di fatto una cosa conosce, ed è l'arroganza di come ha commentato ciò che di buono può fare una giunta comunale ( non importa di quale colore ) che riesce a portare centinaia di persone a lavorare per il miglioramento della propria qualità di vita. Mi sono anche divertito ad ascoltare la domanda che si poneva e cioè: come si fa a creare una situazione così degenerativa ? E' pazzesco se pensiamo che il movimento della lega è nato proprio dall'incontro di alcune persone che volevano cambiare lo stato delle cose, che a loro modo non andava bene. La politica dovrebbe incentivare queste iniziative perchè portano le persone, e parlo dei più giovani ad uscire da casa, ad interessarsi della cosa pubblica, finalmente a smettere di televotare con un sms, a portare la propria faccia di fronte ad un problema e perchè no.... a risolverlo. Comunque il mondo è bello perchè è vario, e a volte lo sappiamo ci sono anche cose che saranno utili, ma non lo capisce nessuno. Mi dispiace signora celletti, ma puoi migliorare.

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