Cesena, elezioni. Lucchi: "L'insegnamento del 25 aprile"

Cesena, elezioni. Lucchi: "L'insegnamento del 25 aprile"

Cesena, elezioni. Lucchi: "L'insegnamento del 25 aprile"

Libertà, rispetto, tolleranza. Su questi valori oggi rafforziamo e costruiamo assieme la Cesena degli anni nuovi: quella che dovrà gestire al meglio le risposte alle nuove domande dei propri cittadini e che saprà farlo partendo da una tradizione democratica e di confronto della quale ognuno di noi è profondamente orgoglioso.


Il ricordo di una guerra terminata ormai 64 anni fa rischia di diradarsi nelle nebbie del tempo. E' normale che sia così, ma il fatto che sia normale dimenticare non significa che sia giusto, né che sia bene.

Non è bene perché, per usare un detto comune ma non per questo banale, "la storia è maestra di vita" e conoscerla è il solo modo che abbiamo per tentare di  non ripetere errori che tanto sono costati all'umanità.

Dunque non si celebra il 25 aprile solo per commemorare e rendere un doveroso tributo alle vittime. Si celebra il 25 aprile anche per ravvivare quei valori che nella storia del nostro Paese a quella data sono legati: la ritrovata libertà, la riscossa della dignità ferita dalla dittatura,  la fine di una guerra che per noi italiani fu, ad un tempo, guerra di Nazioni e guerra civile.

 

Non celebriamo il 25 aprile per rinnovare la distinzione fra vincitori e vinti, per riaccendere un odio sopito e che non ha più senso. Anche se, lo voglio ricordare, oggi possiamo celebrare il 25 aprile proprio perché la lotta fu vinta da quei partigiani - comunisti, cattolici, liberali, socialisti - che scelsero di difendere i principi di libertà e democrazia.

E forse farebbe bene a ricordarlo anche un Presidente del Consiglio che ieri per fortuna, per la prima volta, ha provato a diventare compiutamente uomo delle istituzioni proprio scegliendo di festeggiare con gli italiani quella che tutti gli italiani amanti della democrazia ritengono la loro festa più grande. Ricordiamocene sempre e ricordiamolo ai nostri figli: se quella parte, la nostra parte, che allora vinse grazie a coraggio e sacrificio diffusi, avesse allora perso, oggi non celebreremmo certo una festa alla libertà.

 

Ci aspettano sfide importanti, ci troviamo già ora di fronte a problemi inediti che, se non giustamente affrontati, rischiano di esacerbare gli animi ed alimentare razzismi e intolleranze che trovano terreno fertile nella paura e dalla solitudine sociale. Penso all'immigrazione in primo luogo, il segno più evidente di un mondo che muta rapidamente nel senso della globalizzazione, dove le frontiere fisiche perdono scopo e ne nascono altre, che sono quelle che separano i ricchi dai poveri, la "civiltà" dalla disperazione, l'uguale dal diverso. E tanto più oggi, con la crisi mondiale che incombe e che innesca guerre fra poveri. Dobbiamo essere vigili, prendere di petto i problemi e offrire soluzioni concrete.

Soluzioni che non possono che rifarsi, ancora una volta, a quei valori che il 25 aprile 1945 ci ha riconsegnato e che la Costituzione ha reso patrimonio inviolabile e condiviso del popolo italiano: la libertà, il rispetto, la tolleranza. I valori sui quali stiamo oggi rafforzando e costruendo assieme la Cesena degli anni nuovi.


Paolo Lucchi (candidato sindaco Pd a Cesena)

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