Cesena, Franchini (lega) interviene su società partecipate

Cesena, Franchini (lega) interviene su società partecipate

CESENA - Nel nostro Comune sono due le società che rischiano di finire come una società interamente partecipata dal comune di Lecce, dove sono tornati a casa i tre membri del Cda ed i cinque del collegio sindacale di una società interamente con­trollata dal comune, tutti rigorosamente uomini.

 

La prima è "Novello S.p.a." a cui è stato affidato l'importante compito di provvedere alla realizzazione del nuovo quartiere previsto nell'area di circa 30 ettari che comprende l'ex mercato ortofrutticolo, il parco sopra la galleria della secante e la zona del campus scolastico davanti alla stazione: questa società ha un amministratore unico e 5 membri del collegio sindacale tutti maschi.

 

La seconda è "Valore e Città s.r.l.", altra importante società interamente pubblica costituita il 28 luglio 2008 con il conferimento da parte del Comune di Cesena di circa 18 milioni di Euro di immobili, il cui obiettivo è di valorizzare il patrimonio immobiliare del Comune di Cesena, o meglio quella parte del patrimonio che non fa parte dell'attività istituzionale dell'Ente, passando da una gestione ‘tendenzialmente conservativa' a una gestione "economica attiva". Questa società ha un Cda di 5 persone interamente al maschile ed un collegio sindacale di 5 membri dove le uniche due donne rivestono però la carica di sindaco supplente.

 

La sentenza del Tar n. 622/2010 è chiara sul punto: il Sindaco, nell'ambito della procedura di nomina, deve «tener conto del princi­pio di pari opportunità, even­tualmente riservando una ali­quota dei membri da nominare al sesso generalmente sottorap­presentato, ossia quello femmi­nile».

I provvedimenti di nomi­na, pur costituendo «at­ti di alta amministrazione» ed essendo connotati da «un tasso di discrezionalità particolar­mente elevato», devono co­munque sottostare ai principi generali dell'ordinamento, fra i quali ormai figura a pieno tito­lo quello delle pari opportunità fra uomo e donna. E, dunque, non vi è neppure più bisogno di una esplicita previsione statuta­ria da parte di comuni e provin­ce in tal senso, in quanto la Co­stituzione, con l'art. 51, ed il Tuel, con l'art 6 comma 3,  sono già vin­colanti. Da qui discende l'obbligo per gli statuti comunali e provinciali di promuovere le pari opportu­nità non solo nelle giunte e ne­gli organi collegiali, ma anche negli «enti, aziende ed istituzio­ni da essi dipendenti».

 

Purtroppo la presenza femminile risulta essere pressoché nulla anche in altre società partecipate del comune di Cesena insieme ad altre amministrazioni comunali dove la presenza maschile è la quasi totalità.

 

A tal fine ho presentato un'interrogazione all'Amministrazione Comunale per conoscere quali azioni la giunta ed il Sindaco intendono perseguire in merito a questo contrasto normativo che potrebbe paralizzare l'attività di queste due società interamente partecipare dal nostro Comune, che hanno un ruolo essenziale per la nostra città, in modo tale da adeguare per il futuro anche queste società, nonché quelle di nuova formazione, al rispetto del dettato costituzionale e dei principi del nostro ordinamento ricordati in questa importante sentenza.

 

 

Diego Franchini, Consigliere Comunale Lega Nord Cesena

 

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