Cesena, fusione Ausl. Celletti (Lega): "Le rassicurazioni di Lucchi non convincono"

Cesena, fusione Ausl. Celletti (Lega): "Le rassicurazioni di Lucchi non convincono"

CESENA - "Il sindaco Lucchi cerca di tranquillizzare i cittadini sulle voci della fusione delle Ausl di Forlì e Cesena, ma non riesce nel suo intento. E' vero che, nella sua recente lettera aperta, egli esclude la fusione, ma solo in modo formale, visto che subito dopo parla di integrazione dei servizi. Insomma, se non è zuppa è pan bagnato. In realtà le risorse per la sanità non diminuiscono, il vero problema è che chi gestisce la sanità locale non è in grado di mettere un freno agli sprechi".


Lo ha dichiarato Antonella Celletti, capogruppo in consiglio comunale a Cesena della Lega Nord in merito alle voci riguardanti la possibile fusione delle Ausl di Forlì e di Cesena.

 

"L'esempio dell'ospedale di Cesenatico - dice l'esponente del Carroccio - è emblematico: si sono spesi miliardi di vecchie lire, pochi anni fa, per creare reparti e sale operatorie che oggi vengono chiusi. Perché lo si è fatto e perché nessuno è chiamato a rispondere di questi denari pubblici buttati al vento? Per non parlare del Laboratorio di Pievesestina. La legge del buon padre di famiglia parla chiaro: se non hai i denari per una Ferrari, compri un 500. Anche perché la 500 non sarà bella come la Ferrari, ma funziona e ti porta dove vuoi, con meno spesa. La nostra sanità, invece, spende e spande senza freno in vetrine buone solo per qualcuno, per poi piangere e tagliare su servizi essenziali. Le voci che circolano tra gli addetti ai lavori vedono invece l'Ospedale Bufalini perdere terreno in termini di qualità e prestazioni rispetto ai nosocomi delle altre città della Romagna".

 

"Vedremo se sarà così o se le evanescenti rassicurazioni del Sindaco sono confortate da dati inoppugnabili. Certo è che affermare, come ha fatto Lucchi, che i cittadini non dovrebbero essere preoccupati di dover fare qualche chilometro in più per raggiungere servizi più qualificati, la dice lunga sulla considerazione che i nostri amministratori hanno degli utenti, per esempio di quelli residenti in aree disagiate, e sul reale destino che avrà la sanità cesenate. Per quanto ci riguarda, noi crediamo che le megastrutture non significhino migliore assistenza e qualità. Soprattutto sul piano del rapporto medico-paziente che viene spersonalizzato. Nelle grandi organizzazioni le responsabilità individuali non sono chiare e ben definite perché si lavora sempre più in termini di equipe, dove l'assistenza viene frantumata e dove ciascuno è responsabile di un pezzo, mentre la responsabilità finale non è di nessuno. Da ultimo, la diminuzione dei costi prevista è ancora tutta da dimostrare e difficile da verificare, vedi per esempio il Laboratorio di Pievesestina che, secondo notizie stampa, ha comportato per Forlì un aumento di spese di 2 milioni di euro (e per Cesena?)".

 

"Noi crediamo quindi che sia indispensabile un confronto serrato con le forze politiche e sociali, ma soprattutto con i cittadini, su cui vengono troppo spesso calate decisioni assunte dall'alto, senza nessuna spiegazione e senza che ne sia verificata la reale efficacia. La Lega Nord non accetterà blande promesse o false certezze sul futuro della sanità cesenate. Difenderemo in ogni situazione il diritto dei nostri concittadini ad essere al centro degli interessi della sanità locale e denunceremo pubblicamente ogni tentativo di mettere in discussione la salute della gente attraverso errori o decisioni avventate di burocrati o di amministratori lontani mille anni luce dai bisogni della comunità locale" conclude Celletti.

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