Cesena, fusione delle fiere. Lucchi: "Collaborazione con Forlì non basta"

Cesena, fusione delle fiere. Lucchi: "Collaborazione con Forlì non basta"

Cesena, fusione delle fiere. Lucchi: "Collaborazione con Forlì non basta"

CESENA - La fusione delle due fiere di Forlì e di Cesena non è di per sé sufficiente per rilanciare i due enti fieristici provinciali. E' la convinzione del sindaco di Cesena Paolo Lucchi. Proprio poche settimane fa la Camera di commercio ha iniziato un lavoro di "advisor" per studiare tecnicamente le possibilità di collaborazione. In particolare l'ente camerale sta effettuando una fotografia delle due fiere, per allineare sugli stessi parametri le due società e verificarne i rispettivi "pesi": è il primo passo formale su quest'ipotesi.

 

Il tema della collaborazione tra le fiere di Forlì e di Cesena è tornato in cima al dibattito tra gli enti locali la settimana scorsa, quando si è trattato di nominare il nuovo consiglio e il nuovo presidente della Fiera di Forlì. Per la Provincia di Forlì-Cesena e per il Comune di Forlì il primo compito del nuovo vertice di via Punta di Ferro sarà quello di iniziare un percorso che porti ad una convergenza con l'ente fieristico cesenate.

 

Ma a Cesena cosa ne pensano di questo matrimonio? Il sindaco Paolo Lucchi non chiude ad alcuna opzione, ma chiede, come prima cosa, "di fare chiarezza sulle strategie, prima bisogna vedere dove si va e poi vedremo qual è la strada migliore". Chiarezza che sembra ancora mancare. E aggiunge: "Il sindaco di Forlì Roberto Balzani ed io abbiamo posizioni molto simili". In particolare, per Cesena limitare il progetto ad una fusione con Forlì, ed eventualmente con Faenza, non pare sufficiente: "Per competere sullo scenario fieristico europeo, non possiamo solo discutere sul nostro territorio, l'ideale è presentarsi con un unico abito".

 

L'idea, insomma, è di allargarsi ad una confronto che coinvolga anche i due colossi vicini, Bologna e Rimini. "Non prefiguro alcuno scenario- si limita a dire Lucchi- e concordo che dobbiamo uscire dalla struttura attuale". Ma trovare una soluzione che guardi solo ai due concapoluoghi provinciali significa, per il primi cittadino di Cesena, "rimanere in una situazione di debolezza: non competiamo con Milano chiudendoci sul nostro territorio". E ancora Lucchi: "Sono per ragionare su tutto".

 

Anche perché, spiega, "non abbiamo fretta: la Fiera di Cesena gode di grande solidità economica e finanziaria". In ogni caso, "qualsiasi decisione dovrà avere l'accordo dei partiti e di tutto il tessuto economico della città". L'unico ‘no' di Lucchi è una soluzione al ribasso come quella di creare una nuova fiera a metà strada per soddisfare i rispettivi campanilismi, che a Forlì si chiamano ‘Fieravicola' e a Cesena ‘Macfrut'. "Sono invece due gioielli con cui dobbiamo presentarci uniti all'esterno", conclude Lucchi.

 

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