Cesena, gli autotrasportatori Fiap: "Non alla concorrenza sleale di San Marino"

Cesena, gli autotrasportatori Fiap: "Non alla concorrenza sleale di San Marino"

Cesena, gli autotrasportatori Fiap: "Non alla concorrenza sleale di San Marino"

CESENA - No alla concorrenza sleale delle ditte di autotrasporto di San Marino, che penalizzano i trasportatori prima di tutto romagnoli. Lo dice il segretario generale FIAP Silvio Faggi: "Il Ministro per lo Sviluppo Economico Paolo Romani e il Segretario di Stato per l'Industria della Repubblica di S. Marino, Marco Arzilli, avrebbero sottoscritto un accordo che permetterà alle ditte di trasporto di S. Marino, Paese extracomunitario, di poter lavorare in tutta l'Unione europea".

 

"A San Marino il settore del trasporto su gomma ha circa 350 addetti che sarebbero rimasti a piedi dal primo gennaio. Con questo accordo, come ha ricordato Arzilli, "gli autotrasportatori sanmarinesi potranno continuare a lavorare", spiega Faggi, che però lamenta la concorrenza sleale.

 

"Al neo ministro per lo sviluppo economico vorremmo ricordare che fra Italia e S. Marino esiste già un accordo, ampiamente disatteso, che regola e limita la possibilità di cabotaggio ai vettori sanmarinesi, i quali, grazie anche a regimi fiscali e previdenziali di gran lunga più favorevoli, praticano una concorrenza sleale ai vettori italiani e a quelli delle province romagnole in particolare. Il Segretario di Stato all'Industria ci tiene a far sapere che 350 addetti non resteranno senza lavoro dal prossimo primo gennaio ma per quale motivo non ci spiega cosa hanno fatto fino ad oggi queste imprese e i loro addetti? Vuole forse farci credere che S. Marno produce tante merci da necessitare una flotta del genere?"

 

"Stupisce poi che le Associazioni dell'autotrasporto imparino il tutto da un comunicato pubblicato su di un blog e altrettanto - il sospetto è più che fondato - deve essere capitato anche ai vertici sia politici che tecnici del Ministero dei Trasporti. Ma lo sa il nostro ministro per lo sviluppo economico in quale crisi si stanno dibattendo le imprese italiane di autotrasporto ? Era proprio necessario fare una cosa del genere e soprattutto di farla alla chetichella?", dice il sindacato dei trasportatori.

 

"L'impatto di una simile decisione sulle nostre aziende è, a dir poco, deleterio, sempre che, dal momento che tutti gli ostacoli sembrano essere stati rimossi, gli autotrasportatori romagnoli non decidano di trasferire in massa le loro aziende a S. Marino. Se l'obiettivo era questo non c'è di che lamentarsi, trattasi di un vero capolavoro".

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