Cesena, il caso del bar Giodì. I residenti dell'Isei: ''La notte non dormiamo''

Cesena, il caso del bar Giodì. I residenti dell'Isei: ''La notte non dormiamo''

Un immagine del degrado denunciato dai residenti del quartiere Isei

CESENA - "Ci stupisce non poco il rammarico con cui la gestione del bar Giodì esprime il disappunto per la chiusura di 10 giorni che l'Amministrazione comunale ha deciso nei confronti del locale". Esordisce così la lettera dei residenti della zona Isei di Cesena all'indomani della chiusura per dieci giorni del locale punto di ritrovo degli studenti universitari per aver superato la capienza di 25 persone. Ad abbassare le serrande sono stati gli agenti della Polizia Municipale.

 

>LE IMMAGINI DEL DEGRADO SCATTATE DAI RESIDENTI

 

In una nota scritta sulla pagina Facebook del locale si legge come il sindaco Paolo Lucchi si sia "accanito contro di noi perchè si vuole evitare il martedì universitario". Hanno replicato alle lamentele i residenti del quartiere Isei: "Il gestore del bar forse non si è ancora reso conto del grave danno che il suo locale arreca al quartiere, ai residenti, ai locali limitrofi e alla città stessa".

 

"Strano, in fondo chiare e semplici sono state le richieste che noi residenti abbiamo avanzato nei suoi confronti - hanno aggiunto -: abbassare la musica a livelli accettabili e dentro le norme vigenti, moderare i toni di voce, invitare i propri avventori a non urinare, defecare o vomitare davanti agli ingressi delle abitazioni altrui. Queste richieste non ci sono mai parse di difficile comprensione".

 

"Immaginiamo - hanno proseguito i residenti - che il gestore non frequenti il locale stesso dal momento che sembra non sentire le urla e sembra non vedere la sporcizia che ogni notte della settimana producono i suoi avventori. Ne è forse complice? Non vogliamo crederci. Urla (amplificate in più occasioni dall'uso di megafoni) che iniziano ad ammorbare la zona intorno all'una di notte continuando fino oltre le cinque (in molti casi)".

 

"Noi residenti non abbiamo il diritto di riposare nelle ore notturne? - si interrogano -. Può essere che gli avventori e il gestore del locale di giorno dormano? Non lo sappiamo, certo è che noi, da due anni, più volte a settimana, di notte non chiudiamo occhio a causa dei loro comportamenti incivili. Non ci sembra giusto dover subire i canti notturni, le grida di persone ubriache che trovano un loro sfogo solo nel disturbare gli altri".

 

"Forse che gli studenti che il gestore tanto decanta e che frequentano il locale non abbiano la percezione del loro tono di voce quando cantano e urlano in piena notte? - hanno continuano i residenti dell'Isei -. Forse che non abbiano compreso con chiarezza che il bagno si trova all'interno del locale e non all'esterno davanti ad ogni porta delle abitazioni della zona? Forse che non sappiano che le automobili che danneggiano non sono di loro proprietà ma di altri cittadini?".

 

"La cosa che più ci stupisce è il coraggio con il quale gestore e avventori si indignino tanto per il giusto intervento dell'Amministrazione - prosegue la lettera -. In caso gli avventori non siano ben consapevoli di cosa noi residenti siamo costretti a subire per il loro divertimento senza controllo, alleghiamo alcune delle centinaia di fotografie scattate i giorni successivi all'apertura (documentate con giorno e ora)e, a richiesta, possiamo fornire anche documenti video e audio".

 

I residenti hanno voluto "ribadire la totale fiducia nell'Amministrazione comunale e nelle forze dell'ordine, affinché perseverino nella volontà di mantenere l'ordine e la convivenza civile. Al gestore che accusa il Sindaco di "avercela con lui e con gli studenti" consigliamo di cambiare strategia, forse è arrivato il momento di imparare a comportarsi seguendo le regole della normale convivenza. E che nessuno creda alla fesseria per cui l'Amministrazione sia contro gli studenti cesenati, è una sciocchezza tale che gli studenti stessi dovrebbero sentirsi offesi".

 

"Un locale che va contro ogni regola di convivenza civile si erge a paladino degli studenti? - si sono interrogati i residenti -. Non vogliamo credere che gli studenti cesenati cadano in questa strumentalizzazione o che si comportino tutti come quelli che frequentano il bar, se così fosse sarebbe una grande delusione per tutti. Alcuni di noi sono stati e sono tutt'ora studenti, ma non si sentono certo rappresentati da chi permette la confusione notturna più volte a settimana, da chi promuove il divertimento senza controllo, da chi non si cura della pulizia dell'ambiente circostante".

 

"Leggiamo sui giornali la denuncia da parte del gestore della mancanza di dialogo da parte dell'Amministrazione? Al signore in questione chiediamo di verificare sul vocabolario della lingua italiana il significato di dialogo, dal momento che egli stesso non ha mai cercato un dialogo civile con le parti in causa, comportandosi sempre allo stesso modo, non curante di chi gli sta intorno", prosegue la lettera.

 

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"Ci auguriamo allo stesso modo che il gestore del locale e i suoi avventori (studenti e non) imparino il significato di convivenza civile, di rispetto delle regole - hanno aggiunto i residenti -. Una volta appreso tale significato potranno poi metterlo in pratica e a quel punto la convivenza sarà possibile. Diversamente a noi residente che subiamo le angherie, i dispetti e la sporcizia che il bar Giodì produce non resta che continuare ad interpellare le forze dell'ordine e l'intervento dell'Amministrazione di Cesena".


Cesena, il caso del bar Giodì. I residenti dell'Isei: ''La notte non dormiamo''

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