Cesena, il Consiglio di Stato 'boccia' le suore sul Conad di Ponte Abbadesse

Cesena, il Consiglio di Stato 'boccia' le suore sul Conad di Ponte Abbadesse

Il Sindaco di Cesena, Paolo Lucchi-4

CESENA - "L'ordinanza con la quale anche il Consiglio di Stato, dopo il Tar Emilia-Romagna, ha respinto la richiesta avanzata dal Monastero delle Clarisse Cappuccine del Corpus Domini di sospensiva dei lavori per la costruzione della nuova struttura commerciale di Ponte Abbadesse, consente forse di avviare una fase profondamente diversa su una vicenda intorno alla quale, nell'ultimo anno, molto si è dibattuto, anche a sproposito". E' quanto si legge in una nota del Sindaco di Cesena Paolo Lucchi e dell'Assessore Assessore alla qualità urbana Orazio Moretti

 

Lettera stilata alla luce del parere pronunciato dal Consiglio di Stato a proposito del ricorso presentato dal Monastero delle Clarisse Cappuccine di Cesena.

 

"Infatti - si legge nella nota - il Consiglio di Stato ha ritenuto che l'interpretazione data dal Comune alle norme che disciplinano le fasce di rispetto cimiteriali (cioè la distanza minima da rispettare per eseguire qualsiasi intervento edilizio nei pressi di un cimitero) sia immune dalle critiche sollevate dalla controparte. Si tratta di un'ulteriore argomentazione che, aggiungendosi a quanto già dedotto dal Tar nel settembre scorso, rafforza le scelte operate dall'Amministrazione e l'operato dei dirigenti e dei tecnici comunali".

 

"E' bene ricordarlo: nei mesi scorsi l'Amministrazione comunale ha affrontato la questione con la massima prudenza, acquisendo pareri legali - interni ed esterni - autorevoli, scegliendo di utilizzare gli strumenti di autotutela per approfondire un percorso amministrativo avviatosi e conclusosi negli anni tra il 2001 ed il 2009 e, quindi, totalmente esterno alla Giunta attuale, in carica dal 10 giugno 2009.  Per questo siamo lieti di notare come anche l'ordinanza del Consiglio di Stato, dopo quella del Tar, confermi e rafforzi la professionalità dei dirigenti e tecnici comunali che in questi anni hanno affrontato la questione".

 

"Noi non avevamo dubbi ma, poiché invece più d'uno sugli organi di informazione e in pubblico, ha spesso messo in discussione questa professionalità, immaginiamo che oggi, con onestà intellettuale, sarà pronto a fare ammenda almeno rispetto a questo. E' poi bene che questa fase consenta di avviare anche una riflessione. Così come successivamente alla decisione assunta dal Tar, anche dopo quella del Consiglio di Stato ribadiamo - in questo ancor più convinti dal combinato-disposto delle due diverse motivazioni - la volontà di rispettare i deliberati del Consiglio comunale e di garantire la piena applicazione delle scelte di programmazione urbanistica dallo stesso indicate".

 

"E ciò - si conclude la lettera - oltre che per una volontà generale non derogabile di rispettare deliberati, norme e leggi regolarmente approvati, che nel nostro Paese si ha a volte il malvezzo di mettere in discussione sulla base di interessi di parte - anche ricordando come l'intervento di Ponte Abbadesse, che ha al proprio interno, oltre alla struttura commerciale, anche opere di interesse pubblico quali parcheggi e spazi verdi, sia a tutti gli effetti da ritenere parte integrante dell'organizzazione della nostra città e dei suoi servizi per i cittadini, non solo residenti in quella zona. Proprio per questo è nostra intenzione programmare a breve l'avvio di un nuovo confronto con il Quartiere e con i cittadini, relativo alle prospettive strategiche di una zona preziosa per la nostra città".

Commenti (5)

  • Avatar anonimo di zio Giangi
    zio Giangi

    Quoto in toto il ragionamento di Schietto.

  • Avatar anonimo di Unodeitanti
    Unodeitanti

    Dopo aver perso almeno due ricorsi importanti come quelli del TAR e del Consiglio di Stato (e mi chiedo quanto siano costati...) le suore e, più di loro, i loro sostenitori ammettono che dal punto di vista del rispetto della legge (non usate BUROCRATICO che ha una accezione negativa) tutto è regolare. Capisco che possa dispiacere che il panorama davanti a casa propria cambi ma bisogna anche rassegnarsi perchè succede a tanti che non fanno troppe storie e piagnistei. E per difendere i propri interessi non è certo corretto e dignitoso aggrapparsi al rispetto per i morti, al sentimento religioso e ad altre argomentazioni strumentali. Se poi quelle tre o quattro suore sentono violata la loro vita possono sempre unirsi alle tre o quattro suore di Celincordia e così condividere le spese di mantenimento di due conventi di dimensioni spropositate per le loro esigenze. E magari può diventare meno necessario "importare" misere suorine extracomunitarie che hanno il compito principale di accudirle. Così aiutiamo anche a salvare l'Italia del domani dalle invasioni di questi selvaggi, vero Benni?

  • Avatar anonimo di schietto
    schietto

    @benni La cosa che mi sconcerta di più non è tanto quello che hai detto, ma la facilità con cui ormai uno dice cose così razziste senza vergogna, come se fossero normali. La stessa normalità e naturalezza con cui probabilmente negli anni trenta un qualunque piccolo nazista di un piccolo e anonimo borgo tedesco poteva dire banalità sugli ebrei... Va bene che l'anonimato tira fuori il peggio di sè, però un limite.... L'Italia di domani che vedo io è un'Italia tollerante dal punto di vista religioso, conm moschee, sinagoghe e chiese con persone a pregare in pace... probabnilmente non è l'Italia che sogni tu, di paure, fobie e capri espiatori. Pazienza, me ne farò una ragione...

  • Avatar anonimo di benni
    benni

    La cultura romana e poi cristiana ci hanno tramandato il rispetto della città dei morti Dal punto di vista amministrativo sarà tutto in regola ma credo che continuando così perderemo le radici culturali che hanno reso l'Italia grande nel mondo: speculazione edilizia per attività commerciali in spregio al sentimento religioso Consoliamoci perchè stiamo anche costruendo l'Italia di domani: avremo presto una nuova moschea in posizione molto accessibile al servizio di tutta la Romagna

  • Avatar anonimo di gipiti
    gipiti

    La decisione del Consiglio di Stato significa solo che le cose dal punto di vista burocratico sono state fatte bene.La gravità della scelta urbanistica,l'inopportunità della collocazione della struttura commerciale, rimangono inalterate.

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