Cesena, il nuovo Vescovo: "Un augurio a tutti, credenti e non credenti"

Cesena, il nuovo Vescovo: "Un augurio a tutti, credenti e non credenti"

Cesena, il nuovo Vescovo: "Un augurio a tutti, credenti e non credenti"

Il messaggio di Natale del nuovo vescovo di Cesena-Sarsina, monsignor Douglas Regattieri, parte con una domanda fondamentale: "Tutto è appeso a un esile evento storico, durato poco più di 30 anni, in un paesino del Medio Oriente di 2000 anni fa. Possiamo agganciare la nostra vita a quell''evento, a quel Bambino che nasce a Betlemme e su di esso giocare tutta la nostra vita, disposti persino a dare la vita per lui?". "La risposta del cristiano è sì! Ne vale la pena".

 

"E' necessario. E' fonte di gioia - continua il Vescovo - Consegnarci nella fede Cristo che nasce come uomo piccolo e indifeso è la risposta a un anelito, a un desiderio, a un'ansia che l'uomo di sempre si porta dentro. E Cristo porta a pienezza tale attesa".

 

"Lo scandalo del cristianesimo è costituito dalla confessione che l'uomo-Gesù, un individuo giustiziato verso il 30 in Palestina, sia il ‘Cristo' (l'unto, l'eletto) di Dio, anzi addirittura il Figlio di Dio, quindi centro focale, il fulcro determinante dell'intera storia umana... E' davvero lecito aggrapparci al fragile stelo di un singolo evento storico? Possiamo correre il rischio di affidare l'intera nostra esistenza, anzi, l'intera storia, a questo filo di paglia d'un qualsiasi avvenimento, galleggiante nello sconfinato oceano della vicenda umana?" ( Regattieri cita il cardinale Ratzinger, Introduzione al Cristianesimo, Brescia, 1969, citato da padre Cantalamessa, Avvento, 2010).

 

"Questo, fratelli carissimi, è il senso autentico del Natale, di questo Natale 2010 che la Provvidenza mi concede di celebrare assieme a voi, per la prima volta. E questo è anche l'augurio che rivolgo indistintamente a tutti, credenti e non credenti: che il Signore Gesù sia per tutti 'il fine della storia umana, il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, il centro del genere umano, la gioia di ogni cuore, la pienezza delle sue aspirazioni' (Concilio Vaticano II, GS, 45)".

 

"Ricordare la sua nascita terrena significa fare i conti con Gesù - afferma il Vescovo - per accettarlo o rifiutarlo. Non è una semplice rievocazione storica, ma un appello a una decisione. Per lui o contro di lui. Chi già lo ha scelto come ideale di vita, veda di rinnovare, ringiovanendola, tale scelta. A chi lo ha invece espressamente rifiutato, auspico che possa rivedere la sua posizione davanti a Cristo. Che non sia quest'anno un'occasione buona per rimettersi in gioco accogliendolo? Sicuramente c'è anche chi lo ignora e non lo considera e per lui il Natale è solo la festa di Babbo Natale o dei regali o degli auguri. A questi fratelli vorrei dire che non c'è peggior scelta di quella di non scegliere, di far finta di niente, di vivere come se Dio non esistesse. Sarebbe rifiutare l'evidenza condannandosi a una pesante tristezza del vivere.A tutti un Buon Natale così: che Cristo sia rimesso al suo giusto posto nella vita di ciascuno. E sarà vera pace e serenità nel cuore".

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