Cesena, il sindaco scrive a Tremonti: "Non dia retta ai Comuni mal gestiti"

Cesena, il sindaco scrive a Tremonti: "Non dia retta ai Comuni mal gestiti"

Cesena, il sindaco scrive a Tremonti: "Non dia retta ai Comuni mal gestiti"

CESENA - Il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi ha inviato giovedì mattina una lettera al Ministro dell'Economia Giulio Tremonti per chiedere di sbloccare il Patto di stabilità per i Comuni con i conti in ordine, come Cesena, e non avallare le richieste di deroga dei Comuni con deficit pesanti come Palermo. "E' il momento delle scelte coraggiose - dice Lucchi nella lettera - Non avalli le scelte dei Comuni mal gestiti e riconosca il merito dei Comuni virtuosi"

 

 

Questo il testo completo della lettera:

 

Gentile Signor Ministro Tremonti,

leggo come lei in questi giorni sia impegnato attorno alla concretizzazione di scelte importanti per il nostro Paese. Me ne compiaccio, poiché ho ben chiaro come vi sia la necessità di iniziare a guardare anche al futuro del nostro Paese, come i cittadini chiedono quotidianamente a noi Sindaci, senza perdersi in diatribe che, invece, ai più paiono inutili e lontanissime dalla vita delle donne e degli uomini d'Italia.

 

Per questo ritengo, come il Ministro Maroni ha dichiarato nei giorni scorsi, sia giunto il momento di scelte coraggiose. Tra queste, le chiedo di non dimenticare il Paese "vero", quello fatto di problemi concreti e di sogni reali, che spesso si raccoglie attorno alle nostre realtà municipali e di decidere, finalmente, di sbloccare il Patto di stabilità che congela ogni spesa anche dei Comuni virtuosi.

Lo potrà fare anche respingendo con decisione le richieste di chi (Il Sole 24 ore di oggi 16 giugno 2011), come il Comune di Palermo, dopo aver accumulato ancora una volta debiti su debiti, le ha indirizzato una nuova richiesta di "strappare al Governo un ultimo (l'ennesimo, aggiungo io!) assegno che gli consenta di galleggiare fino alle elezioni dell'anno prossimo, chiedendo un contributo di 150 milioni di euro nei prossimi 5 anni".

 

Dica di no a Palermo, signor Ministro, e dia invece la possibilità a Cesena ed a centinaia di altri Comuni (del nord come del sud, amministrati dal centrodestra così come dal centrosinistra) che hanno i conti in regola e cifre consistenti a disposizione ma inutilizzabili perchè bloccate dal patto di stabilità, di poterle adoperare da subito per migliorare i servizi e le infrastrutture rivolte ai cittadini.

Nel nostro caso la situazione è veramente paradossale. Il Comune di Cesena ha i conti in perfetto ordine e, anche per questo, a differenza di tanti altri Comuni italiani, ha potuto approvare il bilancio nei termini ordinariamente previsti del dicembre 2010.

 

Ciò nonostante, ci è stato imposto un limite di pagamento per investimenti che per noi ora ammonta a 14,5 milioni di euro (quando negli anni passati pagavamo mediamente 25-30 milioni). Per questo, pur avendo ad oggi in cassa oltre 21 milioni di euro, fra pochissime settimane saremo obbligati a sospendere i pagamenti e dovremo costringere le imprese fornitrici ad attendere diversi per incassare, con le gravi conseguenze per loro che è facile intuire. Questo ci rammarica e ci preoccupa, anche perché penalizza soprattutto l'economia locale (l'89 per cento dei nostri appalti è vinto da imprese romagnole) in un momento in cui, invece, avrebbe bisogno del massimo sostegno, e perché si vanifica così lo sforzo che il nostro Comune ha fatto negli ultimi anni per garantire i pagamenti entro una media di 28 giorni dall'arrivo della fattura.

 

Ma a rimetterci, in prospettiva, saranno soprattutto i cittadini. Già ora, interventi da tempo pianificati (nuove opere, ma anche semplici manutenzioni straordinarie per conservare il patrimonio esistente) vanno incontro a rallentamenti, mentre si allontanano i tempi per la realizzazione di nuovi progetti, pure necessari per la comunità: scuole, sicurezza stradale, edilizia popolare... Come sarà il nostro livello di infrastrutture e di servizi fra 10 anni, se di fatto oggi stiamo andando verso la paralisi degli investimenti?

 

Sia coraggioso sul serio, signor Ministro!

Rilanci l'economia del Paese e la speranza nel futuro dei nostri cittadini, consentendo ai Comuni virtuosi di non fermarsi. Così facendo, lei tornerà concretamente a quello spirito di servizio che è, in realtà, l'essenza vera del nostro agire quotidiano di amministratori pro tempore della cosa pubblica.

 

 

Paolo Lucchi

Sindaco di Cesena

 

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