Cesena, in mille "dall'asilo all'università" in corteo contro la riforma Gelmini

Cesena, in mille "dall'asilo all'università" in corteo contro la riforma Gelmini

Cesena, in mille "dall'asilo all'università" in corteo contro la riforma Gelmini

CESENA - "Dall'asilo all'università per una scuola pubblica di qualità". La giornata mondiale per il diritto allo studio unisce docenti e alunni, da Bolzano ad Agrigento. Cesena partecipa con un corteo che raccoglie, per la prima volta, tutto il mondo dell'istruzione. Il messaggio è uno: "Basta con i tagli imposti dal Ministero dell'Istruzione". Più di mille hanno sfilato per le vie del centro, fino ai giardini pubblici. Tanti gli universitari e i docenti delle scuole tra cui anche diversi ricercatori.

>LE FOTO DELLA PROTESTA

 

Il corteo è partito alle 11 da Piazzale Karl Marx, forte dell'adesione delle cinque facoltà di Cesena e di alcuni esponenti delle scuole superiori.

 

Il perchè della manifestazione. Sono diversi gli argomenti sul banco degli imputati. La legge 133/2008 colpisce il mondo dell'Università, che viene privato di 190 milioni di euro nel 2010, quasi il doppio nel 2011, per raggiungere la quota di 455 milioni. Questo si traduce in un taglio del 90% delle borse di studio ed in un potenziale aumento del 300% delle tasse universitarie. Lo Stato non si fa carico delle spese che ricadono, quindi, sui cittadini.

La "Riforma Gelmini" si traduce in una lunga serie di disagi che, a detta degli organizzatori, "mina il diritto allo studio". "Solo al liceo scientifico ci sono classi di 34 alunni". Manca un valido sostegno per i disabili; dovrebbero essere trattati ognuno con le proprie specificità, cosa che ora è impossibile. Tanto scompiglio anche a causa delle ore di lezione salite a 60 minuti. Gli alunni delle superiori lamentano il fatto che molti di essi sono impossibilitati a studiare a causa del rientro a casa nel tardo pomeriggio. E' difficile, inoltre, la coordinazione con i mezzi pubblici.

 

Docenti e ricercatori. "Quest'anno abbiamo rischiato di non iniziare i corsi - ammette un ricercatore di Ingegneria - manifestiamo per sostenere il concetto di istruzione pubblica e di qualità. Vogliamo che il Governo capisca l'importanza dell'educazione". Una delle novità portate dal movimento, è la nascita di un 'coordinamento di interfacoltà' per condividere e comunicare i problemi anche a chi non è il diretto interessato.

 

Si segnala la partecipazione del 'comitato Articolo 3' che si batte per "una scuola fondata sull'uguaglianza e che preveda la giusta visione di ogni soggetto. La scuola ha bisogno di tempo e risorse e ce le dobbiamo prendere", dice una rappresentate del comitato.

 

Scandendo lo slogan "Noi la crisi non la paghiamo", il corteo alle 12:45 entra nei giardini pubblici. Fino alle 17 saranno il teatro di approfondimenti e lezioni. Dopodiché il corteo imbraccerà le fiaccole e si dirigerà in piazza Del Popolo. "La nostra presa di posizione non finisce qui - dicono dal Liceo scientifico Righi - se no non avrebbe senso".

 

Alessandro Mazza


Commenti (1)

  • Avatar anonimo di Alessandro
    Alessandro

    Il simbolo della manifestazione di oggi è emblematico. Un alunno tiene il megafono mentre un’insegnante incita una folla di oltre mille persone a riprendersi il diritto allo studio. Che nessuno mi venga a dire che i ragazzi hanno protestato pur di non andare a scuola o di fare sciopero.

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