Cesena: incendio di Saiano, colpa dell'imprudenza di una 68enne

Cesena: incendio di Saiano, colpa dell'imprudenza di una 68enne

CESENA - Si è chiusa l'indagine del Corpo Forestale dello Stato sull'incendio avvenuto il 15 ottobre scorso a Saiano, sulle colline di Cesena. Si è trattato, secondo quanto è stato possivile rilevare, dell'abbruciamento dei rami provenienti dalla potatura di un frutteto, che ha provocato un incendio boschivo.

 

I Vigili del Fuoco avevano lavorato fino alla tarda sera di mercoledì 15 ottobre scorso, per un intervento su un incendio boschivo attivo fino dal primo pomeriggio, chiamati sulle colline a Saiano di Cesena per domare le fiamme che avevano interessato i margini di un frutteto ed anche in parte un bosco, ma che aveva rischiato di allargarsi ancora di più al bosco della collina.

 

Il Corpo Forestale dello Stato era poi intervenuto per le indagini e per stabilire le cause delle fiamme, che avevano messo in allarme gli abitanti di Saiano a causa del fumo che era stato avvistato anche dalla vicina scuola elementare, così che le maestre avevano telefonato al 115.

 

l personale della forestale, specializzato nei rilievi degli incendi boschivi, incaricato della repertazione e delle indagini aveva accertato che il fuoco si era sviluppato in due punti precisi indipendenti, tanto da fare pensare si trattasse di un fuoco di natura dolosa, ma il proseguimento delle indagini aveva evidenziato che la causa era da ricercare nell'abbruciamento di due masse di rami, provenienti dalla potatura di un frutteto di peschi e ciliegi, effettuato da un'azienda agricola nel mese di ottobre.

 

Le fiamme si erano però inaspettatamente allargate progressivamente, fino a interessare la scarpata del frutteto e quindi il bosco confinante, con il pericolo di allargarsi ancora di più, anche se i proprietari  erano intervenuti prontamente per cercare di spegnere le fiamme con i propri mezzi. La proprietaria del terreno, una pensionata 68enne, è stata segnalata all'Autorità Giudiziaria e dovrà ora rispondere dell'imprudenza che ha causato l'incendio colposo del bosco, derivante dal tentativo di bruciare i residui della potatura aziendale.

 

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Giovanni Naccarato, Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, in proposito ha dichiarato: "Il pericolo per gli incendi boschivi, massimo nel periodo estivo, rimane però in tutte le stagioni dell'anno specialmente in quelle siccitose. Quindi ogni abbruciamento, anche dei residui provenienti dall'agricoltura, deve mantenere le distanze minime dal bosco che è di 100 metri, mentre d'estate salgono a 200 metri e rispettare le norme minime di prudenza e cautela, evitando le giornate ventose ed i periodi di siccità."

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