Cesena, irrisolto il nodo dell'Iva sulla tariffa dei rifiuti, il sindaco scrive a Berlusconi

Cesena, irrisolto il nodo dell'Iva sulla tariffa dei rifiuti, il sindaco scrive a Berlusconi

Cesena, irrisolto il nodo dell'Iva sulla tariffa dei rifiuti, il sindaco scrive a Berlusconi

CESENA - La protesta questa volta è indirizzata alle cariche più alte di Governo e Parlamento. Di fronte all'ennesima cattiva notizia legata alla manovra finanziaria, e cioè alla mancata soluzione dei problemi legati alla Tia (cioè la Tariffa Integrata per l'Igiene Ambientale), il Sindaco di Cesena Paolo Lucchi e il Vicesindaco Carlo Battistini, hanno deciso di rivolgersi direttamente al Premier Silvio Berlusconi e al Presidente della Camera Gianfranco Fini e del  Senato Renato Schifani indirizzando loro una lettera in cui esprimono tutto il loro disappunto.

 

"Crediamo - spiegano Sindaco e Vicesindaco -  che compito primo di chi ha responsabilità di governo sia quello di affrontare i problemi reali e concreti che riguardano i cittadini. A maggior ragione quando, alla radice dei problemi, ci sono incertezze e ritardi dovuti proprio all'operato di governa". La stessa lettera è stata invita, per conoscenza anche agli onorevoli Sandro Brandolini e Sandro Gozi, e alla Senatrice Laura Bianconi.

 

"Speravamo che la manovra finanziaria del governo districasse almeno lo spinoso nodo della Tia (cioè la Tariffa Integrata per l'Igiene Ambientale). E' una tassa o una tariffa? L'Iva va applicata oppure esclusa? Apparentemente una questione meramente tecnica, ma che in realtà si ripercuote su un aspetto fondamentale della vita di tutti noi. Stiamo parlando, infatti, dei servizi di igiene ambientale (e dunque dello smaltimento dei rifiuti) e del modo in cui i Comuni devono regolarsi per la loro erogazione", dicono i due amministratori.

 

Tanto per rendere l'idea, stiamo parlando di un servizio che solo a Cesena costa quasi 11 milioni di euro. "Ci aspettavamo una risposta chiara, ma purtroppo non è andata così. Anzi, il testo della manovra contribuisce a ingarbugliare ulteriormente la situazione", dicono Lucchi e Battistini.

 

E' vero, infatti, che il comma 33 dell'articolo 14 stabilisce che la tariffa "non è tributaria". Ma il legislatore nello stabilire questo principio, fa riferimento alla Tia prevista nel codice dell'ambiente, che risale al 2006 ma di cui mancano ancora i decreti attuativi. E finchè non ci sono i decreti attuativi non può essere applicata dai Comuni. Sul tavolo rimane dunque la vecchia ‘tariffa' prevista dal decreto Ronchi, sulla quale si era aperto lo scontro a proposito della legittimità dell'applicazione dell'Iva. In merito si era espressa anche la Corte Costituzionale, affermando la natura tributaria della Tia e andando così ad escludere su di essa l'applicazione dell'Iva. Il maxi - emendamento in votazione non ha affrontato la questione.

 

"Su questo tema il Comune di Cesena si è mosso da tempo. Da un lato, già nei primi mesi dell'anno avevamo diffidato Hera dal continuare a incassare l'Iva sulla Tia. E nel frattempo - precisamente ad aprile - abbiamo portato in Consiglio Comunale un ordine del giorno in cui illustravamo le difficoltà determinate dalla mancanza di chiarezza sull'argomento ed esprimevamo grande preoccupazione per i rischi che tale situazione comporta per i Comuni, ma anche per i cittadini e per il quadro complessivo dei servizi di igiene ambientale", dicono.

 

"Siamo sorpresi che ancora oggi il Parlamento non sia in grado di legiferare in modo corretto su questo tema, che tocca la vita quotidiana di tutti. In questo atteggiamento vediamo una mancanza di attenzione imperdonabile nei confronti dei cittadini e chiediamo con forza che la questione venga affrontata al più presto con la serietà che richiede".

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