CESENA - La Malatestiana acquisisce un salvacondotto di Malatesta Novello

CESENA - La Malatestiana acquisisce un salvacondotto di Malatesta Novello

CESENA - Il patrimonio documentario della Biblioteca Malatestiana si arricchisce di un nuovo, interessante pezzo di età malatestiana: un salvacondotto rilasciato nel 1445 da Malatesta Novello, che vi ha apposto il suo sigillo.


Il documento proviene da un privato e in passato aveva fatto parte anche della collezione del bibliofilo e collezionista di libri antichi Tammaro De Marinis (Napoli 1878-Firenze 1969). L’Istituzione Biblioteca Malatestiana lo ha acquistato nel gennaio scorso per la cifra di 1500 euro.


Il salvacondotto si presenta come un foglio di carta delle dimensioni di cm 22x29,5, con il quale Malatesta Novello riconosce la facoltà di libera circolazione e commercio al giovane Malatesta degli Atti di Sassoferrato. Probabilmente questi era un parente di Isotta degli Atti, cognata del signore di Cesena, avendone sposato il fratello Sigismondo; infatti il giovane viene definito nel documento “affinem nostrum”. Secondo quanto disposto da Malatesta Novello, Degli Atti potrà circolare liberamente insieme ai parenti e ai servitori per tutto il territorio della Romagna e delle Marche appartenente agli stati malatestiani, senza pagare pedaggi e balzelli.

Curiosamente, nell’intestazione d’apertura, si legge ‘Malatesta Novellus de Malatestis Arimini et cetera’, quando ci si aspetterebbe, invece, il riferimento a Cesena; secondo gli esperti, questo si spiega tenendo presente il cosiddetto “governo consortile”, cioè il fatto che Malatesta Novello e il fratello Sigismondo, signori rispettivamente di Cesena e di Rimini, potevano ciascuno esercitare la loro autorità anche sul territorio dell’altro.

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Come afferma il sindaco Giordano Conti: “Al di là del contenuto, che testimonia la normale concessione di un permesso, secondo una prassi consueta all’epoca, a rendere interessante il documento è il sigillo utilizzato da Malatesta Novello per garantirne l’autenticità. Esso è costituito da un ritratto del signore di Cesena affiancato dalle iniziali M N e attorniato dalla scritta Malatesta Novellus de Malatestis Arimini. Ma a colpire sono soprattutto le sue dimensioni; infatti, come attesta lo stesso documento, in questo caso è stato utilizzata la forma di sigillo più grande, il cui ricorso è meno frequente. Da evidenziare, inoltre, che la sua stampigliatura si è conservata in buone condizioni. Ma, soprattutto, l’acquisizione di questo atto ha un valore particolare per la Biblioteca, che a causa delle vicissitudini storiche subite dagli archivi malatestiani, è in possesso di pochissimi documenti di questo tipo”.

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