CESENA - La testimonianza di frate Beppe Prioli al convento dei Cappuccini

CESENA - La testimonianza di frate Beppe Prioli al convento dei Cappuccini

CESENA - Nell’ambito del percorso ANELLI destinato ai volontari della giustizia, s’intende fare luce sulle esperienze più significative nel rapporto carcere e società. Qui si inserisce la testimonianza di frate Beppe Prioli, promossa dall’Ordine Francescano Secolare, venerdì 26 gennaio alle 20.30 presso il Convento dei Cappuccini a Cesena.

Beppe Prioli è un frate minore francescano che da quarantadue anni si dedica alla “cura” e al recupero di ergastolani, incontrandoli a tu per tu nelle carceri italiane.

Questo divenire “frate degli ergastolani” è stata una scelta, una sorta di “chiamata”, che dal 1963 lo ha portato a imparare dai detenuti, come lui stesso dichiara “… ho imparato il valore dell’ascolto, dell’accoglienza, del confronto... da persone che la pubblica opinione considera mostri”


Il segreto di questa apertura e comprensione è nello sguardo che Fra Prioli ha imparato a spostare dal delitto alla persona.

Solo in questo modo, riprogettando il punto di vista, è possibile accorgersi che il lavoro di recupero all’umanità è realizzabile, anche nei casi più disperati, con coscienza e pazienza.


Rarissime sono state le sue esperienze di impossibilità al recupero, e questo ha portato fra Prioli a fondare l’associazione “La Fraternità” per il sostegno ai detenuti e alle loro famiglie, ma anche a progettare l’apertura di un Centro di Ascolto per i famigliari dei detenuti, per aiutarli e guidarli nel difficile cammino di recupero del rapporto con i propri cari.

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Fra Prioli è stato inoltre tra i primi firmatari del provvedimento di “clemenza subito”, forte della sua convinzione che la pena debba prima di tutto rieducare: si devono aiutare “i lupi (così definisce gli ergastolani in uno dei suoi libri) … a riconoscere il male che hanno fatto, ma la società deve dare loro una possibilità di riscatto morale e sociale”.

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