Cesena, le 'lanterne cinesi' diventano ufo

Cesena, le 'lanterne cinesi' diventano ufo

Cesena, le 'lanterne cinesi' diventano ufo

CESENA - Tra fantascienza e mistero, l'ufologia riesce sempre a suscitare interesse. C'è chi non si ferma alle apparenze, ma studia il fenomeno con un approccio scientifico: sono gli esperti del Centro Italiano Studi Ufologici (Cisu). Tra questi un cesenate esperto di aeronautica illustra i fenomeni più frequenti. Nel 2010 si contano già più di 1500 segnalazioni ma "solo un 7-8% sono non identificabili". Il caso più frequente? "Le lanterne cinesi".

 

"Noi non crediamo agli ufo, noi studiamo il fenomeno", dice Roberto Raffaelli del Cisu, il centro che si occupa di ricerca sui fenomeni aerei e sugli "oggetti volanti non identificati". Il tutto accompagnato ad una corretta informazione e divulgazione. Il Cisu raccoglie tutti i tipi di segnalazione; "siamo già a quota 1.500 dal gennaio di quest'anno. Di questi solo il 7-8% - dice Roberto Raffaelli - sono classificati come non identificabili in base alle conoscenze e alle strumentazione finora a disposizione. E' il così detto zoccolo duro dell'ufologia".

 

I mesi in cui il Centro riceve più segnalazioni sono Agosto e Dicembre. "Da alcuni anni c'è un vero e proprio boom d'estate, a causa delle lanterne cinesi. - continua l'esperto - Sono oggetti che si usano per festeggiare e che sfruttano l'aria calda di una fiamma inserita al loro interno. Di solito ne vengono lanciate una moltitudine, creando strani effetti soprattutto per chi non le conosce".

 

Tante quindi le ipotesi, ma poche conferme, come nel caso di pochi giorni fa a Sala. Qui l'oggetto non identificato è risultato poi un piccolo aereo telecomandato con delle luci atte a segnalarne la posizione. E' possibile una forma di vita oltre la nostra? La posizione del Cisu è la stessa degli scienziati. "Nell'Universo ci sono milioni di galassie. Molte sono come la nostra. La probabilità che ci siano forme di vita intelligenti non sono escluse".

 

Secondo i dati degli esperti del centro sono numerosi anche i casi di Incontro Ravvicinato (IR). Uno dei più significativi è il "caso Facchini", risalente all'Aprile 1950 e registrato ad Abbiate Guazzone (VA). Secondo la testimonianza raccolta, l'operaio Bruno Facchini avrebbe visto una "struttura di almeno 15 metri" e delle entità vestite di scafandro, che, non essendosi accorte della presenza dell'operaio, erano intente in quella che è stata descritta come la "riparazione del loro mezzo che propagava una luce verde". Anche a distanza di diversi anni, Facchini ha sempre sostenuto di "aver visto degli uomini dietro a quelle maschere".

 

Alessandro Mazza

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