Cesena, legge sulle intercettazioni. Angeli (Pli): "E' illiberale"

Cesena, legge sulle intercettazioni. Angeli (Pli): "E' illiberale"

CESENA - "Sono d'accordo che vi fossero eccessi nell'uso, anche politico, delle intercettazioni e nella loro divulgazione mediatica, ma la cura mi sembra peggiore del malanno. La legge approvata dal Senato ieri infatti non è certamente una legge secondo principi liberali, anzi ha degli aspetti preoccupanti da regime totalitario".

 

Stefano Angeli, segretario comunale del Partito Liberale Italiano a Cesena, commenta così la situazione relativa alle legge sulle intercettazioni, definita dall'esponente cesenate "illiberale".

 

"Da liberale - sostiene il segretario del PLI - non credo che si risolvano i problemi ponendo divieti ed imponendo bavagli e sanzioni pesanti alla stampa. Sarebbe bastato responsabilizzare i pubblici ministeri sull'uso del denaro pubblico per le intercettazioni e reprimere le fughe di notizie in ambiente giudiziario, magari modernizzandone la macchina burocratica oggi obsoleta e bizantina e quindi incapace di riservatezza. Invece si agisce sul fronte della repressione sulla libertà di stampa, un metodo sinistro e diffuso solo nei regimi illiberali. Un Paese che comincia a minacciare la galera ai giornalisti è indirizzato su una china assai pericolosa. Inoltre penso proprio che la quasi totalità dei cittadini veda tutt'altri problemi come prioritari per il futuro del nostro Paese, specialmente in un periodo di crisi economica e con lo spreco di denari pubblici, la corruzione ed il malcostume politico che sembrano permeare la classe dirigente a destra come a manca in una comune assenza di principi e valori".

 

"Le riforme strutturali - chiude Angeli - quelle che avrebbero dovuto dare una svolta liberale allo Stato, non si vedono nemmeno all'orizzonte e le promesse di questi anni su sburocratizzazione e sgravi fiscali sono del tutto disattese, anzi in entrambi i casi si va nel verso opposto. Anche la manovra economica, pur necessaria ed urgente, è una manovra statalista e non liberista e non sembra intaccare i meccanismi perversi di spesa dell'apparato statale, col risultato di rinviare solo nel tempo, sulle spalle delle giovani generazioni, i pericoli di implosione economica dello Stato. Non era per questo che gli Italiani avevano votato questo governo e molti ora cominciano ad accorgersene".

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