Cesena: liste d'attesa, per Macori (PdL) "problema affrontato solo in parte"

Cesena: liste d'attesa, per Macori (PdL) "problema affrontato solo in parte"

CESENA - Italo Macori, candidato sindaco del Pdl, interviene sul "percorso di garanzia" presentato dall'Ausl di Cesena per diminuire i tempi d'attesa delle visite specialistiche.

 

"Questo progetto sperimentale affronta solo in parte il problema delle liste d'attesa. Se da una parte si cerca di ridurre i tempi per cinque visite specialistiche - affidandosi alle strutture private - dall'altra non si aiuta chi attende un esame diagnostico. E nell'Ausl di Cesena sono 16498 (il dato è stato rilevato dall'azienda stessa lo scorso 13 ottobre) le persone in lista per un esame: un numero impressionante e in continua crescita, se si pensa che nel gennaio di un anno fa erano circa un migliaio in meno i pazienti in attesa. Il sindaco di Cesena è anche presidente della Conferenza sociale e sanitaria territoriale, quindi dovrebbe prestare attenzione alle problematiche sanitarie, non delegare in bianco la questione agli amministratori dell'Ausl. Ci chiediamo cosa sia stato fatto in questi anni se i risultati sono quelli che ci troviamo davanti, cioè liste e tempi d'attesa enormi. La qualità della vita e dei servizi pubblici si misurano anche in questi campi".

 

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"Noi crediamo si debba agire principalmente su una leva: l'offerta di prestazioni erogate. L'Ausl eroga meno esami. Questo è il problema di fondo e i progetti sbandierati come risolutori non agiscono su questo nodo. La cosa è tanto più grave perché l'azienda sanitaria non tiene conto dell'invecchiamento della popolazione, quindi di una crescente domanda diagnostica, e di una sensibilità maggiore dei cittadini verso la loro salute che li porta a chiedere più spesso esami e visite. L'offerta di esami - sempre secondo i dati dell'Ausl di Cesena - è passata dalle 2266 prestazioni settimanali del luglio 2007, alle 1900 dell'ottobre scorso. E' chiaro che davanti ad una diminuzione così consistente le liste aumentino esponenzialmente e non c'è percorso di sicurezza che tenga. Siamo sicuri che nel bilancio dell'Ausl sia possibile reperire risorse per aumentare il numero delle prestazioni erogate dalle strutture ospedaliere pubbliche. Comunque, anche in questo progetto sbandierato come risolutore e innovativo, di nuovo si vede ben poco: questo "percorso di garanzia" documenta in realtà il fallimento del modello sanitario emiliano romagnolo basato su una concezione statalista della sanità. La nostra posizione parte dal concetto di libertà di scelta del cittadino, che liberamente può rivolgersi indifferentemente alle strutture pubbliche come alle strutture private accreditate. Ma al cittadino deve essere assicurata una prestazione nei tempi previsti, non lo si può far attendere mesi e mesi".

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