Cesena, lo scrittore Boris Pahor per parlare del confine orientale e delle foibe

Cesena, lo scrittore Boris Pahor per parlare del confine orientale e delle foibe

CESENA - Lo scrittore Boris Pahor e la storica Mila Orlic saranno i protagonisti dell'incontro pubblico dedicato a "Il confine orientale. Le foibe", che si terrà giovedì 18 novembre dalle ore 17, nella sala Cacciaguerra della Banca di Cesena, per iniziativa dell'Istituto per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea della Provincia di Forlì-Cesena. L'appuntamento, infatti, rientra nel ciclo di conferenze "Vuoti di Memoria", promosso dall'Istituto con il patrocinio del Comune di Cesena.

 

Un evento reso speciale dalla presenza di Boris Pahor, straordinario testimone, attraverso le sue opere, delle vicende che hanno avuto per teatro il confine orientale. Nato a Trieste nel 1913, appartenente alla minoranza slovena (ed è in questa lingua che scrive), durante la seconda guerra mondiale Pahor ha collaborato con la resistenza antifascista slovena ed è stato deportato in diversi campi di concentramento in Francia e Germania. Attraverso i suoi libri, da "Necropoli" a "Qui è proibito parlare", ha denunciato i crimini del regime fascista, di quello nazista e del regime comunista jugoslavo. I suoi romanzi autobiografici, tradotti e premiati in tutta Europa, gli sono valsi la candidatura al Nobel e il conferimento della Legion d'Onore. Accanto a lui ci sarà Mila Orlic, docente di storia contemporanea all'Università di Rijeka/Fiume (Croazia). La professoressa Orlic si occupa specialmente delle forme e delle ideologie del potere comunista in Jugoslavia e del rapporto tra storia e memoria, degli spostamenti di popolazione e dell'esodo degli italiani dall'Istria nel secondo dopoguerra, e ha curato il saggio-intervista con Pahor da titolo "Tre volte no - Memorie di un uomo libero".

 

Nella mattinata di venerdì 19 novembre Boris Pahor e Mila Orlic interverranno anche a un incontro con gli studenti, promosso dal Comune di Cesena, che si svolgerà al centro culturale San Biagio. Oltre 200 i ragazzi che hanno aderito, provenienti dal liceo della comunicazione Immacolata e dagli istituti Comandini, Macrelli e Versari. Visto l'alto numero dei partecipanti, saranno utilizzate sia la sala rossa che la sala verde del Centro, con il ricorso alla videoconferenza per consentire a tutti di seguire le parole dei due ospiti.

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