Cesena, Luciano Foglietta racconta il suo giornalismo

Cesena, Luciano Foglietta racconta il suo giornalismo

Primo capocronista del  "Resto del Carlino" di Cesena agli inizi degli anni Settanta alle cui cronache lavorò per anni, il giornalista e scrittore santasofiese Luciano Foglietta torna domenica prossima 24 ottobre alle 17.30 nella città malatestiana (nella Sala Avis di  via del Serraglio 14) per dialogare e farsi "intervistare" dall'amico e collega Emanuele Chesi, ultimo caposervizio di recente nomina della storica testata che proporrà fra l'altro in città nel prossimo dicembre anche la mostra itinerante dedicata ai 125 anni dalla sua fondazione.

 

Il pretesto per la chiacchierata, a metà strada fra giornalismo e letteratura, è la presentazione di "Gian il contrabbandiere. Racconti di Romagna" edito qualche anno fa dalle Grafiche Marzocchi di Forlì, un originale volume che si compone nella sua prima parte di un ‘racconto lungo' o ‘romanzo breve', nato in realtà come sceneggiatura di un film commissionata a Foglietta dall'allora suo corrispondente di Cesenatico e poi trasformatosi in romanzo a puntate, sorta di romanzo di appendice, pubblicato negli anni fra il 1973 ed il 1974 nelle pagine della rivista mensile "Romagna".

 

La seconda parte di questa raccolta miscellanea è invece riservata ad una serie di racconti dedicati ad una galleria di personaggi (il prete collerico e credulone, il figlio dell'anarchico mangiapreti, il cantastorie, la maestra di Monteguidi, l'"inviato piccolo piccolo", l'ultimo vagabondo, ecc.) che provengono da quella Romagna Toscana  (l'amata Santa Sofia in particolare in cui tuttora il giornalista e scrittore risiede e a cui ha dedicato in particolare la ricostruzione storica "Dal Fondo di un Lago" sempre per i tipi di Marzocchi Forlì) terra in cui Luciano Foglietta nacque nell'ormai lontano 1922 e che tanto conosce e ama fino ad averla raccontata in tanti dei suoi libri che hanno accompagnato in parallelo la carriera giornalistica e sono proseguiti dopo il suo ritiro, nel 1989, dal giornalismo professionale (negli anni del suo giornalismo attivo fu il corrispondente romagnolo fra gli altri  del quotidiano "Il Giorno" di Milano e collaboratore delle riviste "Romagna ieri, oggi, domani" e "Tutto Romagna").

 

Dopo aver esordito come scrittore nel 1958 con il romanzo "Una valle per un'anima" ed aver raccontato nel 1961 in "Stalag IV B" la sua esperienza nei lager nazisti, l'ultima sua fatica "Storie di filo spinato", scritta a quattro mani con l'amico poeta e scrittore Davide Argnani è nuovamente dedicata a quella bruttissima pagina della fine della Seconda guerra mondiale.

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