CESENA - Mistero degli organi del bimbo scomparsi: nuovi interrogatori

CESENA - Mistero degli organi del bimbo scomparsi: nuovi interrogatori

CESENA – Nuovi interrogatori per il caso della sparizione di organi al Bufalini. Il piccolo Younis, deceduto il 20 maggio 2006, all'età di tre anni, era stato rimandato a casa dal pronto soccorso, dopo la visita da parte del pediatra indagato. Inutile l'ultima corsa sull'ambulanza. L'autopsia di routine aveva evidenziato un'emorragia gastroenterica. Gli ulteriori esami, richiesti dalla Procura, evidenziarono la sparizione di alcuni organi determinanti per la diagnosi.


Il bimbo, figlio di una coppia di origini magrebine, soffriva di gravi problemi di salute sin dalla nascita: 26 accessi al pronto soccorso, 14 ricoveri, prima di quel tragico 20 maggio. Il pediatra del pronto soccorso lo aveva dimesso, non riscontrando nei dolori addominali che il piccolo presentava, cause preoccupanti. La notte del decesso, i paramedici del 118 al loro arrivo non hanno potuto fare più niente.


Dopo l'esito dell'autopsia, svolta da due anatomo-patologi dell'ospedale, alla presenza del pediatra, i genitori, assistiti dall'avvocato Francesca Docci, non erano convinti. Si sono così rivolti, con un esposto datato 3 giugno 2006, alla Procura della Repubblica, che ha incaricato la propria consulente, il patologo Elke Otto, di svolgere un nuovo esame, dopo la riesumazione del cadavere. E qui arriva la terribile e inquietante notizia: dal corpicino mancano esofago, pancreas, parti dello stomaco, trachea, laringe, faringe e buona parte dell'intestino.


Parte così l'inchiesta, svolta dal pm Fabio Di Vizio: le accuse per i tre medici sarebbero di omissione di referto, frode processuale, falso, sottrazione e distruzione di organi e, solo per il pediatra, di omicidio colposo. Gli avvocati difensori sono Marco Martines e Piero Monteleone. Da un anno vanno avanti le indagini, tutti i soggetti coinvolti sono stati ascoltati più volte dalla magistratura.


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Ieri, davanti al giudice Giovanni Trerè, gli imputanti sono stati nuovamente interrogati per circa 7 ore. Il pm Di Vizio, avendo rivelato incongruenze nelle dichiarazioni, ha richiesto la sospensione dalla professione. Gli avvocati difensori hanno sostenuto la correttezza nelle modalità di esecuzione della prima autopsia e l'impossibilità del coinvolgimento del pediatra nella morte del piccolo Younis. Ora il gip aspetta le controperizie della procura, prima di decidere sulle richieste di Di Vizio.

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