Cesena, nonostante la riorganizzazione è confermato l’impianto dei servizi educativi

Cesena, nonostante la riorganizzazione è confermato l’impianto dei servizi educativi

CESENA - Le politiche educative, e in special modo i servizi rivolti ai bambini da zero a sei anni, restano un impegno centrale del Comune di Cesena e - nonostante le ristrettezze economiche che si profilano per il 2011 - si cercherà di mantenere il loro livello, anche se sarà quasi inevitabile aprire una riflessione su un'ipotesi riorganizzativa. E' questo uno degli elementi salienti emersi dall'incontro fra Amministrazione Comunale, organizzazioni sindacali e associazioni di categoria dedicato ai temi della pubblica istruzione e delle politiche giovanili, promosso in vista della definizione del bilancio di previsione.

 

"Il confronto si è sviluppato in modo molto positivo - rimarcano il Sindaco Paolo Lucchi e l'Assessore alla Pubblica Istruzione Elena Baredi - e i rappresentanti dei sindacati, delle associazioni di categoria e dei centri di formazione ad essi legati hanno mostrato di condividere l'idea che la qualità della vita dell'intera comunità è strettamente legata alla qualità dei servizi educativi, ribadendo che l'alto livello dell'esperienza cesenate è stato reso possibile anche grazie alle relazioni costruttive fra amministrazione pubblica e forze sociali. Del resto, per quanto ci riguarda, riteniamo fondamentale che scelte relative a questo settore non siano guidate esclusivamente da considerazioni ragionieristiche (pur necessarie per far quadrare i conti), ma siano compiute tenendo saldamente in mano il timone della politica, perché riguardano direttamente la vita di migliaia di persone (non solo i bambini, ma anche i loro genitori, i nonni, gli insegnanti, ecc) e più in generale tutta la città".

 

La pubblica istruzione rappresenta una quota consistente nei conti comunali: la spesa sostenuta nel 2009 ammonta a 15 milioni e 679mila euro, pari al 19,5% dell'intero bilancio. Di questa cifra il 30% (pari a 4 milioni e 724mila euro) è andato alle scuole per l'infanzia, il 20% (pari a 3 milioni 140mila euro) agli asili nido, mentre il 27,5% (pari a 4 milioni 313mila euro) è stato destinato agli interventi per il diritto allo studio (mense, trasporti scolastici, contributi alle materne convenzionate e alle scuole per il funzionamento degli uffici, fornitura dei libri di testo alle scuole elementari, ecc). Da segnalare, inoltre, la crescita degli interventi e delle risorse destinati al sostegno dell'handicap: nell'anno scolastico 2009/2010 sono stati utilizzati 401mila euro (contro i 391mila dell'anno precedente) per garantire l'assistenza a 69 alunni dalla scuola materna alle superiori; il dato non comprende i bambini seguiti nelle scuole per l'infanzia e nei nidi comunali.

 

"Nonostante le difficoltà di bilancio - specificano il Sindaco Lucchi e l'Assessore Baredi - anche nel 2011 cercheremo di mantenere l'impianto complessivo, nella consapevolezza che ci troveremo a fare i conti con le conseguenze delle lacune determinate dai tagli governativi al sistema scolastico, soprattutto sul versante dell'handicap. Nel mettere mano a un'eventuale riorganizzazione, proveremo anche a verificare nuove soluzioni che meglio possano rispondere alle esigenze delle famiglie, in particolare in termini di orario,  senza perdere di vista naturalmente le esigenze dei bambini".

 

Sul versante delle politiche giovanili, una delle linee guida sarà l'attenzione al tema del lavoro, in armonia con le priorità indicate dall'Amministrazione. "Pur non essendo una competenza specifica del Comune - chiariscono Sindaco e Assessore  - abbiamo individuato due canali di intervento. Da un  lato, diventare punto di riferimento per mettere in rete tutte le opportunità di formazione, ad ogni livello, anche attraverso una maggiore valorizzazione degli strumenti già attivi, come l'Informagiovani e la banca dati Incontra. Del resto, non è un caso che già oggi quasi il 47% degli utenti si rivolga a questo servizio per informarsi sulle opportunità di lavoro. Dall'altro lato, vogliamo ridare significato culturale all'esperienza del lavoro in quanto tale, attraverso la proposta di esperienze come il servizio civile volontario di "Estate attivi", che già nella scorsa estate ha coinvolto un centinaio di ragazzi. Purtroppo, per seguire questa direzione, probabilmente dovremo rinunciare ad alcune altre  iniziative consolidatesi  negli ultimi anni. E sarà un sacrificio doloroso, seppur necessario, visto che - come hanno tutti convenuto- si tratta di progetti di grande rilevanza sociale, capaci di coinvolgere i ragazzi in un percorso di crescita attraverso la partecipazione e la cittadinanza attiva".

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