Cesena, nucleare. Il PD: "Sì al referendum nonostante la retromarcia del Governo"

Cesena, nucleare. Il PD: "Sì al referendum nonostante la retromarcia del Governo"

CESENA - "Sì deciso ai referendum, nonostante la retromarcia del Governo sul nucleare". L'Unione Comunale PD Cesena sostiene con forza la tornata referendaria di giugno, appoggiando la dichiarazione congiunta di Stefano Bonaccini, segretario del PD Emilia-Romagna, e di Alessandro Bratti, responsabile Ambiente ed Energia del partito, nella quale il centro destra viene tacciato di «brancolare nella più totale confusione, e di essere impegnato a calcolare con il bilancino la convenienza a fini elettorali di ogni provvedimento che propone». Questi i motivi della decisione di abrogare la realizzazione di nuovi impianti nucleari.

 

Come Bonaccini e Bratti, anche il segretario Enzo Lattuca, fa notare che tale decisione è «un tentativo estremo di fermare i referendum del 12 e 13 giugno, per paura che l'affluenza dovuta ad un tema così sentito come il nucleare possa portare al raggiungimento del quorum anche sugli altri quesiti e quindi all'abrogazione della legge sul legittimo impedimento, altro cavallo di battaglia del presidente del consiglio. Per il PD si tratta in ogni caso, di una vittoria; in Emilia-Romagna, e a Cesena, si sta portando avanti da tempo la battaglia contro il nucleare e a favore delle energie rinnovabili e il fatto che il governo interrompa il piano è un risultato importante. Ora, pretendiamo chiarezza, ci dicano quale politica energetica prevedono per il nostro Paese. Chiarezza che a Cesena verrà fatta anche e soprattutto attraverso il Piano Energetico Comunale in approvazione la prossima settimana».

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