Cesena, nuovo corteo degli studenti. Stavolta i prof disertano

Cesena, nuovo corteo degli studenti. Stavolta i prof disertano

Cesena, nuovo corteo degli studenti. Stavolta i prof disertano

CESENA - A 150 anni e un giorno dall'unità d'Italia, gli studenti delle superiori tornano in piazza per protestare contro i tagli all'istruzione. Un corteo di circa 300 ragazzi ha attraversato la città al grido di "Ci vogliono ignoranti, ci avranno ribelli". Purtroppo il movimento ha perso l'appoggio degli insegnanti che preferiscono stare in classe. I primi effetti della riforma Gelmini sono tangibili: aule senza gessi, a volte senza lavagne, bagni senza carta igienica e classi da 32 studenti.


> LE FOTO DEL CORTEO

 

Dalle ultime manifestazioni di ottobre la situazione non è certo migliorata. I ragazzi sono concordi nel raccontare "il fallimento della riforma Gelmini". Aule senza lavagne o senza gessi, ragazzi che tornano da scuola alle 16, la carta igienica nei bagni la portano da casa i bidelli, programma delle lezioni che cambia ogni settimana. E' con un pizzico di rassegnazione che gli studenti raccontano la loro esperienza.

 

Se ad ottobre insegnanti ed alunni andavano a braccetto, ora è tornato tutto nella normalità con i prof in classe che non approvano chi manifesta. E sono già previste alcune pene tra cui compiti di recupero più corposi per chi oggi ha saltato il compito in classe. Sempre a detta degli alunni la maggioranza dei docenti "non vuole metterci la faccia", c'è chi invita a non manifestare per evitare "strumentalizzazioni" da parte dei partiti politici. Ma in piazza i 300 ragazzi delle superiori erano uniti e compatti nonostante differenze politiche o di età.

 

Non mancano le risposte alle facili critiche di chi li crede marinare la scuola per un giorno.

"L'istruzione è la nostra vita e dobbiamo fare qualcosa per difenderla" è la risposta serafica degli studenti. Alle 9 il corteo parte dalla stazione al grido di "Vergogna" rivolto non solo alla Gelmini ma a chi è rimasto in classe invece di "alzare la testa contro una politica di tagli forsennati". Il richiamo è soprattutto allo Scientifico che ha registrato una bassa partecipazione nonostante abbia in alcuni esponenti il nocciolo duro dell'iniziativa. Ed è proprio contro questo sistema che i ragazzi delle superiori sono scesi in strada.

 

Il corteo ha proceduto a passo lento fin Piazza del Popolo raggiunta alle ore 10.30 circa. Dopo aver steso gli striscioni vicino alla fontana Masini e osservato un minuto di silenzio per le vittime della catastrofe del Giappone, l'Assessore Elena Baredi ha preso parola. "Oggi in Piazza c'è il paese reale e non quello che descrivono i mass media. Voi siete i protagonisti del nostro risorgimento" conclude l'assessore all'istruzione rappresentando la vicinanza delle istituzioni agli studenti.

 

 

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Alessandro Mazza


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