Cesena, ogni anno circa 4mila infortuni sul lavoro

Cesena, ogni anno circa 4mila infortuni sul lavoro

Cesena, ogni anno circa 4mila infortuni sul lavoro

CESENA - In Italia i danni dovuti a infortuni e malattie professionali presentano costi alti in termini di invalidità e di numero di morti, con un danno sociale ed economico stimato attorno al 3% del prodotto interno lordo nazionale. Nel cesenate ogni anno sono riconosciuti più di 4.200 infortuni sul lavoro: il 4.8% di questi sono mortali o portano a invalidità permanente, mentre i decessi sono, in media, 5 all'anno. Infortuni che comunque sono calati del 19% rispetto al 2000.

 

Il dato incoraggiante che emerge dallo studio condotto dal Dipartimento di sanità Pubblica dell'Ausl di Cesena è che dal 2000 al 2008 si è registrata una tendenza alla diminuzione degli infortuni sul lavoro (-19%) come pure degli infortuni in itinere (-17%) ovvero quelli avvenuti nel tragitto di andata o di ritorno tra casa e lavoro oppure tra luogo di lavoro e luogo di ristoro o in occasione di spostamenti necessari a raggiungere eventuali altre sedi di servizio. In particolare, nel 2008, gli infortuni in occasione di lavoro sono stati circa 3.800 e quelli in itinere poco più di 450. Per quanto riguarda l'esito, gli infortuni in occasione di lavoro presentano un 4.6% di infortuni permanenti e mortali, mentre quelli in itinere hanno conseguenze più gravi con il 7.2% di infortuni permanenti e mortali. Rispetto alla media nazionale e regionale, gli infortuni avvenuti nel cesenate sono in proporzione più numerosi, ma le loro conseguenze sono meno gravi.

 

Caratteristica peculiare del territorio è la percentuale di "infortuni agricoli", maggiore rispetto alle medie nazionale e regionale, che spinge a guardare questo settore con attenzione. Questo comparto presenta infatti la percentuale più alta di infortuni permanenti e mortali rispetto alla media del territorio dell'Ausl (5.8% contro 4%). Altri settori a cui prestare particolare attenzione  sono le "costruzioni" sia per il numero di infortuni, circa 600 l'anno, sia per la loro gravità (6.4% di esiti permanenti e mortali); in questo comparto si registra inoltre una media di un  decesso all'anno; la metalmeccanica, con 350 infortuni all'anno, ma con esiti permanenti e mortali in linea

con la media territoriale; i trasporti, magazzinaggio  e comunicazioni, con un 6.3% di esiti gravi.  In tutti questi settori si registra un andamento in diminuzione degli eventi infortunistici.

Trend degli infortuni in calo anche nel settore della fabbricazione mezzi di trasporto e quello di gomma e materie plastiche che tuttavia confermano un elevato tasso infortunistico, pur con esiti non pesanti.

 

Le principali problematiche evidenziate dall'analisi dei singoli settori sono riconducibili a carenze relative a: valutazione dei rischi connessi alle specifiche attività del settore; layout aziendale (mancato marcatura di confine di macchine o impianti, circolazione promiscua di mezzi e personale); utilizzo di dispositivi di protezione collettivi (es. apprestamenti protettivi anticaduta) e individuali (es. guanti, scarpe antinfortunistica); stesura e applicazione di procedure finalizzate a garantire condizioni di sicurezza al lavoratore; formazione, informazione e addestramento del personale; sicurezza delle macchine e loro utilizzo non conforme alle istruzioni d'uso.

 

In calo negli anni anche gli infortuni avvenuti su strada che tuttavia comportano il 7.2% di esiti permanenti e mortali: nel cesenate questi accadimenti causano la metà dei decessi legati al lavoro, con una media di 2.5 morti all'anno. Una sottopopolazione particolarmente a rischio è poi rappresentata dai lavoratori stranieri di sesso maschile, nei quali si registrano tassi infortunistici più elevati rispetto ai lavoratori italiani (l'eccesso di rischio avviene soprattutto nella fabbricazione di mezzi di trasporto e nella metalmeccanica).

Nel territorio dell'Ausl di Cesena il 20% di infortuni indennizzati riguarda addetti stranieri, gli esiti degli infortuni a questi occorsi sono lievemente meno gravi rispetto alla media del territorio dell'Ausl (3% vs 4.6% di esiti permanenti e mortali).

Importanti sono infine le malattie professionali: nel 2008 ne sono state riconosciute 225, in prevalenza affezioni delle sinoviali e tendiniti (56%), ipoacusie (19%) e neuropatie periferiche (13%). Le morti da malattie professionali nel nostro ambito territoriale sono inferiori rispetto a quelle dell'ambito nazionale (5 contro 12 per milione di abitanti).

  

Le azioni di contrasto

Il Piano Nazionale della Prevenzione 2010-12 individua le linee operative da attuare per mantenere il trend di riduzione di infortuni mortali e esiti invalidanti e prevede l'attuazione di programmi di informazione e formazione e controllo con focus sulle attività a rischio; la promozione di comitati regionali di coordinamento per lo sviluppo di programmi di prevenzione e controllo condivisi con parti sociali e istituzioni; definizione di protocolli per l'attuazione di interventi basati sull'evidenza; studi di valutazione dell'efficacia delle inchieste infortuni.  Al fine di garantire la migliore attuazione del Piano, si è sviluppato, così come già previsto dal decreto legislativo 81/08, un sistema di organizzazione della sicurezza che prevede la partecipazione di tutti gli organi istituzionali preposti alla vigilanza nonché il coinvolgimento delle parti sociali, dei datori di lavoro e dei sindacati. Questo sistema è strutturato a livello centrale con il Comitato Ministeriale e la Commissione Consultiva Permanente presso il Ministero del Welfare, a livello regionale con il Comitato Regionale e, a livello locale, con l'Organismo Provinciale - Sezione Permanente.

I principali interventi programmati sul nostro territorio hanno riguardato l'attività di vigilanza con piani mirati nei comparti edilizia, agricoltura, metalmeccanica e legno e la creazione di protocolli prefettizi mirati a creare sinergie ed alleanze fra tutti gli attori del sistema sicurezza in particolare sui temi della tutela del lavoro femminile, codice etico delle imprese, gestione di appalti pubblici.

Su questo nuovo approccio si basa l'attività svolta dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell'Ausl di Cesena, diretto dal dr. Luigi Salizzato,  nelle istruttorie per l'emissione di pareri relativi a strumenti urbanistici e nuovi insediamenti produttivi. Nell'elaborazione del parere si richiede infatti che in fase progettuale si tenga conto delle modalità di rischio peculiari del comparto. Ad esempio la viabilità all'interno dell'area di lavoro e nel percorso casa-lavoro, l'elaborazione di un layout interno che tenga conto dei percorsi uomo/mezzo, della movimentazione dei carichi e del contenimento dell'esposizione al rumore dei lavoratori. Altro ambito di intervento importante è stato quello della formazione per far crescere la cultura della sicurezza con progetti specifici rivolti ai coordinatori della sicurezza del lavoro e agli studenti delle scuole superiori.

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